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Vita da spiaggia

Estate. È tempo di relax, qui al bagno “Mare d’amare”. Tutto sembra scorrere più lentamente e si cerca di cacciare via i cattivi pensieri legati allo stress del lavoro e ai problemi della vita di tutti i giorni. Il freddo invernale e quelle giornate piene di nebbia che ti mettono la depressione addosso sono ormai ricordi lontani.
Che si tratti di weekend o di vacanze vere e proprie, appena si può ci si rifugia nella mitica e insostituibile spiaggia. L’habitat tipico del vacanziero e/o week-endista romagnolo e cura di tutti i mali. Rigenerante, nonché luogo di svacco violento e di goduria più sfrenata.

Ci sono vari modi, attivi e passivi, di vivere la spiaggia. C’è il giocatore folle di racchettoni, l’amante delle bocce, il giocatore di burraco, l’intellettuale spinto che legge a rotta di collo, lo smartphonista, il cruciverbista…
Ci sono ovviamente anche tanti bambini. I piccoli che giocano con le madri e i padri che giocherebbero volentieri con altre madri, tra le altre cose.

Poi c’è l’utente passivo per eccellenza, l’ameba! L’ameba arriva, sistema il lettino, stende il telo, si aggiusta al meglio e poi, semplicemente, perde i sensi. Si lascia andare completamente e pian piano perde forma sotto l’effetto del sole. Diventa uno squacquerone col costume, un’ameba molle appunto (bestia unicellulare priva di scheletro dalla forma spappolosa…vedi solita wikipedia). Il corpo in forma gelatinosa si espande e ricopre il lettino quasi completamente, praticamente lo ingloba e arriva a toccare la sabbia con qualche brandello di carne. Quando si sveglia, l’utente ameba impiega mediamente dieci minuti per recuperare la forma del proprio corpo e tutti i pezzi sparpagliati sulla tela del lettino. È un momento che ricorda molto il cyborg cattivo di Terminator 2 quando si scioglie e si ricompone pian piano con tutte le goccioline che si uniscono. Si tratta di un fenomeno strano non del tutto spiegato dalla scienza ma che riguarda tutto il popolo di collassati sul lettino.

C’è, inoltre, la tipica e immancabile famiglia ipocalorica. Si tratta solitamente di un nucleo famigliare allargato a parenti fino a 4° grado che spesso non crede che possa esserci necessariamente un domani.
È una famiglia attrezzatissima e soprattutto ben rifornita di generi alimentari, tant’è che solitamente prende sempre un ombrellone in più da utilizzare come dispensa per il cibo. Il menù tipico prevede parmigiana al mattino, stinco a mezzogiorno e peperonata come merendina, più qualche eventuale panino con mortadella per tappare i buchetti. C’è ad esempio il piccolo Antonio, che viene incalzato amorevolmente a nutrirsi in maniera adeguata: «mangia, piccolo mio, amore di mamma, mangia qualcosa». Il tenero bimbo dà soddisfazione con i suoi 8 anni e 74 kg di peso, peccato che non riesca a fare il bagno da ormai due anni. Sembra infatti che occorra aspettare almeno 3 ore dopo aver mangiato prima di entrare in acqua, l’hanno detto a “Studio Aperto”, quindi dev’essere vero!

Insomma in generale ci sono vari tipi di spiaggiaroli, c’è chi si fa gli affari suoi e chi invece… no.
Dall’ombrellone X trasmette incessantemente il magazine d’informazione “Radio Vipera” in tutte le frequenze dai 92 ai 107 Mhz con un segnale ottimo dall’ombrellone 2 fino al 104. Per gli altri, meglio aiutarsi con un mestolo per la ricezione.
Si tratta di un’attività di servizio pubblico locale specializzato nel reportage di fatti e misfatti “importanti” dei dintorni. Vi sono più “osservatrici”, che monitorano la spiaggia e si coordinano fra loro, elaborano le informazioni e le trasmettono. C’è la Jolanda, la Marisa, la Samantha, la Ines e altre. Il loro impegno nel sociale è notevole e la loro dedizione è da ammirare.
All’ombrellone X a volte si uniscono anche l’ombrellone Y e Z per fare gossip in 3D, dipende dal carico di lavoro.

Come il leone nella savana, nascosto nei cespugli, che quatto quatto rimane sempre sottovento attento per non farsi sfuggire qualsiasi cosa si muova, ovvero ogni possibile preda, così l’osservatrice di “Radio Vipera” rimane apparentemente immobile per ore dietro la copertina di – “Novella 2000”, “Chi, cosa e quando?”, “Ve lo do io il gossip” e “Famiglia curiosa”, fate voi – a caccia di notizie, notizie vitali.
In caso di necessità (quando bolle in pentola qualcosa di grosso, tipo bagnino nuovo e/o aria di corna) l’osservatrice può restare immobile per ore e ore senza bere né mangiare, imitando se necessario lo stato di morte apparente e rallentando i battiti del cuore fino a 5 in un’ora. L’osservatrice vede tutto e, non si sa come, vede anche attraverso le pagine delle riviste.
Trasmissione tipo: «la Carla indossa lo stesso costume alla brasiliana di ieri, tra l’altro assolutamente fuori moda, ma sarà mai possibile? È scandaloso», «attenzione, quello lì all’ombrellone n° 15 non è Nicola l’ex marito della Nadia? Pare che lui l’abbia lasciata per il cognato della sorella della Gigliola che sta al n° 74. Com’è piccolo il mondo», «guarda te com’è in forma la Moira? Sicuro che s’è rifatta le tette. In effetti si vede che galleggia molto meglio ora quand’è in acqua. Gliele avrà pagate il suo nuovo uomo, l’avvocatone di Milano. Facile essere belle col bisturi è un po’ di silicone. Da quando sta con lui si dà tante di quelle arie».

È pomeriggio inoltrato e d’un tratto succede qualcosa di imprevedibile. Si sente un boato fortissimo, simile a un’esplosione, quasi uno sparo, provenire dalla spiaggia vicino al bagnasciuga. Oddio! Tutti si voltano e si chiedono cosa sia successo, c’è una grande tensione nell’aria.
Sarà stata una lite fra i coniugi dell’ombrellone n° 19? Lui è un finanziere e ha il porto d’armi! Oppure è scoppiato un gommone? O ancora peggio è esploso il bimbo Antonio che ha esagerato col lardo di colonnata?
45 secondi dopo l’accaduto, una cronista di “Radio Vipera” è già sul luogo per recuperare informazioni. Si muove astutamente, confondendosi tra i comuni bagnanti, raccoglie indizi, intervista i testimoni, studia la scena del crimine ed elabora tutti i possibili scenari. Che efficienza! Altro che “Studio aperto”!
All fine, da vero detective torna alla base con la verità in tasca pronta da diffondere. Si tratterebbe solo di uno stupido scherzo fatto da dei bambini che hanno gettato un petardo in aria da uno dei capanni da pesca che si trovano sul molo poco distante. Non succedeva niente di così interessante da quando nel 2014 la moglie di Gino fu beccata col bagnino nella cabina 23 in atteggiamenti intimi. Povero Gino, che vergogna, ora va al bagno “Chicco”.

Ah! Che paura! Ma per fortuna, grazie alla modulazione di frequenza e all’insostituibile lavoro svolto dalla Jolanda e dalle altre operatrici, ben presto torna la calma e tutti i clienti del bagno “Mare d’amare” possono tornare alle proprie attività o inattività, a seconda dei gusti.
La sacra quiete della spiaggia per un attimo è stata violata, ma grazie al cielo ora è tornato tutto come prima. Non temete gente di spiaggia, “Radio Vipera” veglia su di voi, non siete soli.
Mi raccomando godetevela!
Questo racconto è frutto di fantasia. Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente… non casuale.

 
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Frank Calamaio

Redattore
Fin dalla prima infanzia le tracce di inchiostro trovate nel sangue mi hanno portato a capire una cosa: devo smetterla di ciucciarmi le penne!! E comunque fra un analisi e l’altra mi piaceva scrivere… I miei articoli sul Grafema Magazine sono dedicati alla comicità e la mia rubrica è Penna ridens. Leggi la mia biografia oppure