Tonio Cortès: storia di un uomo troppo virile per chiamarsi Antoine.

Rubrica: Vite d’altroquando
da “gli occhi gialli dei coccodrilli” di katherine pancol

Antoine Cortès aveva deciso di cambiare il suo nome in Tonio. Tonio Cortès. Molto più virile e maschio di Antoine.
Tonio aveva due figlie femmine e una moglie, Joséphine.
Era di corporatura media, aveva i capelli castani e gli occhi marroni.

Il suo aspetto era curatissimo. I pantaloni cadevano perfetti in una piega dritta e impeccabile, le scarpe sembravano come appena uscite dalla scatola, sempre, e le maniche della camicia, se non erano rimboccate per far vedere l’avambraccio sottile e il signorile polso abbracciato dall’orologio di classe, finivano in polsini uniti da preziosissimi gemelli, solitamente in tinta con qualcosa che non sfuggiva all’occhio esteta dei suoi ricchi clienti. Una pelle perennemente ambrata era risaltata da delle unghie lucide e curate: mezzelune perfette senza traccia di errore studiate da centri estetico-architettonici.
Il tutto si concludeva nell’esplosione di un sorriso luminoso e sicuro, da uomo forte, sicuro e pieno di verve.

Tutto questo prima del licenziamento.

La trasformazione lenta ma irreversibile l’aveva fatto diventare una specie di larva piagnucolosa: una cosa molle e informe che assomigliava ogni giorno di più ai cuscini del divano che, stanco, lo ospitava quindici ore al giorno.

Per dieci anni era stato direttore commerciale del settore Europa della Gunman&Co, il produttore americano di fucili da caccia. Portava gli uomini più ricchi del pianeta, industriali, politici, miliardari oziosi, a brindari nei più celebri locali delle migliori piazze nelle più belle città del mondo.
Aveva sentito dei possibili licenziamenti dopo l’acquisizione ma, sicuro del proprio lavoro, si sentiva indispensabile per la Gunman&Co.

Ovviamente era stato tra i primi dipendenti licenziati.

Il declino però non era partito male: si alzava presto al mattino, sceglieva con cura l’abito perfettamente confezionato da indossare, rimaneva a giocare a scacchi con un avversario immaginario fino all’ora di pranzo.

Ovviamente vinceva.
Ovviamente amava giocare con il suo avversario.
Ovviamente era del segno del Leone.

Un giorno poi i pantaloni avevano cominciato a restringersi, così come le camicie. Le unghie avevano preso la brutta abitudine di sporcarsi e orologio e gemelli erano stati i primi a fuggire. L’unica soddisfazione per Tonio era stato scoprire che il discount sotto casa aveva una vasta scelta di liquori scadenti e muffin burrosi. In pochi mesi un blob aveva preso il suo posto in famiglia.

Fu così che l’uomo di successo che parlava sempre a voce alta, che non avvertiva quando tornava dai suoi viaggi di lavoro, che disprezzava il fisico invecchiato di sua moglie, che corteggiava volgarmente la biondina del centro estetico, venne sbattuto fuori casa.

Nel suo trolley zoppo solo mutande e calzini.

 
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Gloria Perosin

Redattrice
26 anni, nomade e stabile a fasi alterne. Veneziana di nascita e crescita, riminese adottata. Mi piacciono: i cambiamenti, i traslochi, i gatti, le ortensie blu, le arti visive, il caffè americano, le mie piante.
La mia rubrica è Vite d'Altroquando.
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