The Chemical Brothers: Dig Your Own Hole

Rubrica: Taca la musica!

La nostalgia degli anni novanta ti assale, che fare?

1) Ti barrichi nella tua stanza;
2) chiudi fuori i problemi;
3) rovisti nello scrigno della musica;
4) selezioni un album.

Ho selezionato Dig Your Own Hole di Chemical Brothers del 1997, un lavoro che ha lasciato una notevole impronta nella musica elettronica.
All’inizio di quegli anni il duo dei Fratelli Chimici, formato da Ed Simons e Tom Rowlands, sembrava dover rimanere ancorato solo a certi spazi, quelli dei Rave per intenderci. Con Dig Your Own Hole i Chemical Brothers hanno realizzato un album che sprizza creatività da tutti i beat e ha scalato le classifiche mondiali.

In quel periodo il vortice del Big Beat era nel pieno delle sue forze e racchiudeva in sé vari elementi: hip-hop, punk, breakbeat, techno. Forse il grunge aveva fatto il suo tempo e serviva qualcosa che si adattasse meglio allo scorrere veloce della modernità.

Quindi Dig Your Own Hole esce nel momento giusto e soprattutto riesce a mantenere il graffio del rock, seppur non ne vengano utilizzati gli strumenti tradizionali, e a trasportare l’ascoltatore nei territori acidi e rapidi della >dance music

Il risultato sono 11 pezzi che prima ti esplodono nella pancia e poi ti catturano la mente. Ogni brano genera evoluzioni di stile, suono e ritmo. Non sono solo l’acid house e la dance a ribollire nel secondo lavoro dei due geniali Fratelli Chimici.

Ad introdurre l’album infatti è riff di chitarra di “Block Rockin’ Beats”, una cavalcata suburbana. Possiamo inoltre venir sorpresi da passaggi psichedelici e dalla suggestiva voce di Beth Orton (“Lost In The K-Hole” e “Where Do I Begin”).

“Setting Sun” invece è una vera e propria partita tra rock ed elettronica arbitrata dalla voce di un noto rocker: Noel Gallagher. Se a furia di saltare rimanete senza fiato, Dig Your Own Hole fa anche riposare e sognare con le più melodiche “Where Do I Begin” e “The Private Psychedelic Reel”

Se poi amate le incursioni etniche, rimarrete estasiati dai circa dieci minuti di “Private Psychedelic Reel”. Mentre con l’allucinata “Piku” e la trance ipnotica di “Elektrobank” sembra di immergersi nelle atmosfere soffocate dei club di Londra.

La nostra opinione...

Voto-Grafema-5-5

A chi lo consiglio: a chi vuole fare un viaggio nella musica, non sintetico…

Abbinamento suggerito: una bevanda energetica per stare al passo con i ritmi.

Francesca Renzetti

Redattrice
Nella vita di tutti i giorni sono una mamma, mi occupo di web marketing, social network. Il Buongiorno a casa mia profuma di caffè e ha la carica del Rock. Naturalmente inizia alle sei della mattina con il sorriso di mia figlia.
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