I Talking Heads e la Fobia della Musica

Rubrica: Taca la musica!

Fobia della Musica o più precisamente delle storie narrate attraverso la musica. Visioni di una realtà confusa e di un futuro incerto che rivivono nei brani surreali e nevrotici di Fear of Music, album fondamentale dei Talking Heads perché annuncia la trasformazione di sonorità e stile che evolveranno ancora in ogni successivo lavoro.

I ritmi più spontanei e funkeggianti dei precedenti dischi lasciano spazio a sonorità più complesse e innovative. L’ingegno di Brian Eno e la ricercatezza del chitarrista Robert Fripp si intrecciano con i caratteri delle Teste Parlanti, indiscutibilmente capeggiate da David Byrne, dando vita a qualcosa di sorprendente e unico.

Le strutture formali della canzone sono in Fear of Music rimaneggiate per meglio appoggiarsi su testi surreali ed esprimere il disordine e l’ansia di quegli anni, ma anche l’agitazione provocata dal tumulto creativo. Basta lasciarsi trasportare dai ritmi tribali che condiscono l’opera, per provare le stesse inquietudini.

Poi la paura e l’oppressione che si fanno voce, quella di David Byrne che diventa anche interprete delle incursioni elettroniche di Eno. Il tema dell’alienazione individuale è, mai come in altri album, sviscerato in contenuti, toni e suoni inediti.

Il canto sincopato di I Zimbra apre l’album rifacendosi ad un’opera del poeta dadaista Hugo Ball e liberando in una danza pseudo africana ogni ansia. Ipnotico è invece il suono di Mind, brano nel quale si sovrappongono strumenti ed elettronica.

In Fear of Music inoltre non mancano momenti di tenerezza macchiati da una pallida disillusione. È il caso di Heaven, forse il momento musicalmente più dolce della discografia dei Talking Heads.

Assolutamente da ascoltare e riascoltare, ma soprattutto da analizzare in ogni parte, l’originalissima Air è una richiesta di protezione dall’aria che apporta strane trasformazioni…

Il mio pezzo preferito: Cities. Chitarre elettriche che si distorcono e invadono territori elettronici su ritmi quasi funky. Attuale non solo nelle sonorità ma anche nei contenuti, ancora oggi, dopo 38 anni, siamo in molti a cercare una città in cui vivere.

“This ain’t no party, this ain’t no disco” forse tra i ritornelli più noti della band. Life during wartime accende i ritmi e rapisce per la sua singolarità. In questo brano si evidenzia il talento di ogni componente delle Teste Parlanti e resta uno dei pezzi più rappresentativi della loro discografia.

La nostra opinione...

Voto-Grafema-5-5

La vera paura è quella di non riuscire a smettere di ascoltare il terzo capolavoro dei Talking Heads, album che ha ben 38 anni ma sembra uscito ieri.

A chi lo consiglio: a chi rompe le regole.

Abbinamento suggerito: birra Blanche, fresca e leggera. Questo album potrebbe essere un viaggio non facile…

Francesca Renzetti

Redattrice
Nella vita di tutti i giorni sono una mamma, mi occupo di web marketing, social network. Il Buongiorno a casa mia profuma di caffè e ha la carica del Rock. Naturalmente inizia alle sei della mattina con il sorriso di mia figlia.
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