Splendore, Margaret Mazzantini

Il primo appuntamento non si scorda mai. Nemmeno quello con un autore. Soprattutto se l’autore si chiama Margaret Mazzantini.

“Splendore” narra della corsa all’amore lunga una vita di due ragazzi, vicini di casa, compagni di scuola, amanti; Guido e Costantino provengono da due famiglie diverse, da due gruppi sociali diversi (fa così Rivoluzione Francese parlare di ceti, ma pare che le caste non siano ancora state abolite, per lo meno ideologicamente), ma soprattutto destinati a esistenze diverse. E l’omosessualità, nella Roma degli anni ’70 e ’80 poi, non ha lo stesso valore che aveva avuto nell’antichità. L’universo romano qui narrato è lo specchio di una società che non ammette devianze o diversità.

Mentre Guido, dalla cui voce si sdipana il tessuto della storia, figlio di un medico, si allontanerà dalla realtà italiana asfissiante e retrograda per cercare una nuova vita nell’elettrica Londra, Costantino resterà a Roma, dove adempierà ai soliti doveri tradizionali cristallizzati nei secoli (“trova un lavoro, trova moglie, procrea ecc.” il solito mantra, insomma). I due, tuttavia, si rincorrono continuamente nelle loro vite e negli interstizi del tempo, nonostante la scelta “di comodo” che entrambi intraprendono, ossia quella di sposarsi e creare una famiglia con un elemento dell’altro sesso. I due si vivono in angusti momenti, si separano, si ritrovano. Una corsa lunga una vita, per poter far brillare anche per pochissimo il loro amore.

L’effetto donato dal romanzo è quello di crescere con i due protagonisti, attraverso le parole ansimanti di nostalgia e sofferte di Guido, da cui traspare una Roma ottusa e borghese, incapace di aprirsi alla diversità, una Londra stravagante e per certi versi hardcore, e la descrizione di una passione che resterebbe senza voce.

La nostra opinione...

Voto-Grafema-3-5
Non è mai un errore.
A chi lo consiglio: a chi vive una passione impossibile.
Abbinamento suggerito: Merlot.

Memorie di un Salbaneo

Redattrice
Mi chiamo Ester, ma scrivo come Memorie di un Salbaneo, cioè come viene chiamato un folletto dispettoso vestito di rosso che infastidiva i contadini, secondo le leggende venete. Per il Grafema Magazine scrivo recensioni di libri.
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