Shatzy Shell – un mondo e un western bellissimi

Rubrica: Vite d’altroquando

Shatzy Shell ha trent’anni e viene da Pomona, Los Angeles.

Shatzy Shell lavora come stagista per la CRB e quello che deve fare è telefonare e porre una domanda ben precisa alla persona dall’altra parte della cornetta.

La domanda è: deve morire Mami Jane?

Il problema è che pretendere che Shatzy Shell si limiti a fare una semplice, veloce e chiara domanda è come andare da tua nonna, sicula-napoletana trapiantata in Romagna dopo aver sposato un calabrese, e pretendere di mangiare riso in bianco. E basta.

Infatti, le ultime telefonate di Shatzy prima che il signor Bellerbaumer la licenziasse, sono state a:

  • un agente di Borsa, che dopo 27 minuti le ha chiesto di sposarla
  • un ragazzetto, che per un’ora e 11 minuti si è fatto correggere i compiti
  • Gould, tredici anni, con cui per 12 minuti ha parlato di giganti e di una cosa così vomitevolmente triste da essere dannatamente bella (parole sue).

Shatzy porta due cose sempre con sé, una foto di Eva Braun e un piccolo registratore. La foto di Eva Braun la porta con sé per ricordarsi di vedere del buono in ogni persona, compreso suo padre. Sua madre gliel’ha regalata raccontandole che Eva era la figlia di Hitler e che, quando lui si è ucciso, si è uccisa anche lei. Il trauma che Shatzy ha avuto nel momento in cui ha scoperto che Eva Braun era l’amante di Hitler e non la figlia è indescrivibile. Comunque la foto continua a portarla con sé.

Il registratore, invece, lo tiene perché dall’età di sei anni Shatzy lavora a un western. Il suo sogno è quello di fare un western, sì, e non conta di schiattare prima di averlo finito (anche queste parole sue). Questo western è l’unica cosa che le sta davvero a cuore nella vita e quando le vengono delle buone idee accende il registratore e ci parla dentro.

Risultato: centinaia di cassette registrate e un western bellissimo, a detta sua.

Shatzy ha le sue curiose teorie, tipo:

  • Se senti un uomo con la voce bella, ma molto bella, allora puoi giurarci che è brutto. Anzi, peggio che brutto. Molto brutto tutto unto alto così con le mani grassocce che gli sudano sempre
  • Prima di raccontarti del saloon del suo western devi PER FORZA avere bene in mente la puzza. Sudore, alcool, cavallo, denti cariati, piscio e dopobarba
  • Che la spesa sia meglio farla di sera, perché la roba è stanca e si lascia comprare senza fare resistenza
  • Che ai pazzi si rompa qualcosa dentro, una specie di anarchia organizzata: apri il rubinetto e si accende la luce, il telefono squilla quando accendi la radio, apri la porta del bagno e ti ritrovi in cucina. Da fuori non si capisce niente ma per loro è tutto molto logico
  • Che la crudeltà sia la virtù dei mediocri, virtù che non richiede intelligenza e che li fa eccellere

Shatzy è convinta di essere una piazza, non una pazza, una piazza.

Odia tutte quelle storie sulla strada, trovare la propria strada, andare per la propria strada, scegliere la propria strada, dice che qualcuno potrebbe decidere di vivere in un giardino pubblico, perché no, di non portare in nessun posto, di essere un posto.

Oltre a questo, Shatzy Shell è anche convinta che andare a letto con una persona che non hai mai visto prima sia come viaggiare.

Non riesce a:

  • Andare a letto con qualcuno e dormirci poi assieme
  • Rimettersi le calze prima di andare via dalla casa di quel qualcuno

Una volta ha comprato una roulotte gialla usata e l’ha messa in giardino ma senza macchina, perché Shatzy non ha una macchina, le piaceva semplicemente l’idea di avere una roulotte gialla.

Shatzy Shell è un mondo, e alla fine il western l’ha finito…

E porca vacca se aveva ragione.

Un western bellissimo!

Gloria Perosin

Redattrice
26 anni, nomade e stabile a fasi alterne. Veneziana di nascita e crescita, riminese adottata. Mi piacciono: i cambiamenti, i traslochi, i gatti, le ortensie blu, le arti visive, il caffè americano, le mie piante.
La mia rubrica è Vite d'Altroquando.
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