Sanremo 2021 – Le pagelle generazionali

Tornano le pagelle generazionali di Sanremo 2021, a cura di Nairi e Giorgio Arcari.
Ironiche e divertenti, da leggere fino alla fine!

Nairi Arcari

Torno quest’anno prontissima a rubare il lavoro ai boomer come chi mi accompagna in questo pagellone, direttamente nel mezzo di un esaurimento nervoso mezza rinchiusa in casa con discutibile riposo e un entusiasmo pari a quello di Ibra durante i suoi monologhi. Bene, ma non benissimo.

Giorgio Arcari

Ormai al settimo anno di pagelle di fila, il secondo con prole. Che dire, porta benissimo, quindi avanti così finché si regge a queste puntatine da dodici ore. Sono quello di LoveSongs, della traduzione dei Bad Religion e di Sabir Editore, quindi altro che boomer, ragazzina.

Considerando che mi attengo agli appunti presi durante le varie serate e di conseguenza anche alle due di notte inoltrate, se mai sembrassi sotto effetto di stupefacenti in qualche punto mi sento di dare la piena responsabilità al caro Ama, grazie, non avrei mai potuto fare a meno di vivere un’esperienza unica come venti minuti del repertorio musicale di Fausto Leali, che ce frega degli altri ottocentosettanta cantanti in scaletta. Per questo avrei preferito l’esibizione di Aiello in tarda serata, diamogli uno scopo almeno. Comunque salvataggio dell’ultimo minuto da parte di Achille Lauro, per quel che mi riguarda il re di Sanremo twentytwentyone (e regina Oriettona nazionale). Ci tenevo a parlare di quanti stereotipi si siano abbattuti in questo festival, tra i quadri di Achille Lauro, i fiori non solo alle donne e la vittoria dei Maneskin, a parer mio queste sono piccole cose da apprezzare sempre e servono moltissimo alla televisione italiana.

Sanremo 2021, Götterdämmerung edition. Lo stile pandemico contorna perfettamente un cambiamento importante e credo irreversibile, nonostante il più che probabile tentativo di restaurazione ancien régime del prossimo anno. Non solo spariscono i cantanti più attempati, relegati alla sola bandiera Orietta Berti e a un certo numero di ospiti, non solo i giovani vecchi, giovani di età e vecchissimi per musica vengono puniti un po’ da tutte le classifiche, ma si ha proprio la sensazione che l’intero impianto sia stato ripensato per renderli sempre più marginali. Scompaiono gli albi venduti, contano le visualizzazioni. Lo stesso concetto di “big” cambia forma, perde quella aura senatoriale, baronale quasi, di “questo spazio me lo sono conquistato e adesso è mio per sempre” e diventa qualcosa di molto più fluido, legato a come si è percepiti da un contesto social-e a cui quelli identificati come tradizionali fruitori di Sanremo persino difficilmente accedono. Se così fosse, gli ascolti premiano: certo, sono più bassi degli scorsi anni, ma non si è sempre detto che Sanremo è una roba per vecchi in un paese per vecchi? Eppure, eccoci qui. Certo, sarebbe ironico se l’evento nazionalpopolare italico per eccellenza si rivelasse anche la prima cosa a rinnovarsi nel Paese ma tant’è, lasciamo da parte i discorsi seri e concentriamoci sulla gara e sulla leggerezza. Vincono i Maneskin e per la prima volta il rock sbanca Sanremo. Va anche detto che un anno così sperimentale porta inevitabilmente un certo numero di errori e di pessimi brani selezionati, ma è inevitabile e questo non toglie il merito ai giovanissimi vincitori. Cosa più importante di tutte, però, è che ancora non ho fatto una battuta cattiva e sembro anzi tutto serioso. Rottameranno anche me? È pronta la mia giovane padawan a sostituirmi del tutto? Lo sapremo solamente il prossimo anno. Zitti e buoni adesso, che si comincia.

I conduttori

Amadeus: Decisamente migliore dell’anno scorso, l’accoppiata con Fiorello funziona molto bene, però Ama ridammi indietro le ore di sonno perse grazie. 8

Fiorello: Resta nel suo stile e nel complesso la maggior parte dei siparietti sono ben fatti, mi piace. 8.5

Amadeus10
Non tanto per la conduzione quanto per la direzione artistica. Il colpo di mano che impone non ha letteralmente precedenti. Certo, prende diversi abbagli (Random, Coma cose e diversi altri che vedremo) ma tira fuori dal cilindro anche diversi gioielli che da sconosciuti ai non addetti ai lavori accedono alla notorietà nazionale. E ti fa tutto questo sotto il naso (un naso importante, ok, ma comunque un naso), con quella faccia un po’ così da dipendente RAI che se lo meritava tanto ma oh, sarà innocuo, vedrete, tranqui. Emblema della riuscita del suo piano è l’aquila di sangue (avete presente Vikings?) inflitta al povero Fausto Leali, che si umilia tra una Cinquetti che canta Non ho (più) l’età e la Signorina Silvani Marcella Bella. Inspiegabile Ibrahimovic, che rivendica a più riprese. Boh, feticismi.

Fiorello8
Quest’anno non ha bisogno di sostenere una conduzione traballante. Sembra passi l’intera settimana a improvvisare ma è sempre lì, dove serve. Giustamente alla fine gli viene riconosciuto il ruolo di collante (spesso) invisibile.

Nuove proposte

Gaudiano: 80 anni dimostrati nella canzone quando ne avrà tipo venti. 5

Gaudiano4
è con ogni evidenza il figlio segreto, e molto meno bravo, di Zarrillo.

Avincola: Uno tra i miei preferiti tra i giovani, abbastanza sottovalutato. 7.5

Avincola
Bel baffo, ma il mix abbastanza perverso tra Vasco e Concato che propone anche no.

Folcast: Strasentito e risentito. 5.5

Folcast
Ha una bella voce, ricorda un po’ il giovane Niccolò Fabi. Però la canzone è proprio pessima

Elena Faggi: Carinissima, sembra un cartone animato. 7.5

Elena Faggi6+
Carina e stravagante, ma il pezzo è proprio poca cosa

Greta Zuccoli: Stesso identico discorso di Gaudiano. 5

Greta Zuccoli
Brano completamente fuori contesto per la sua età. Non credibile fin dal primo istante.

Davide Shorty: Unisce più generi, ed è anche bravo a stare sul palco. 7.5

Davide Shorty
Il Jason Kay palermitano porta un bel pezzo, una bella voce e un’ottima interpretazione.

Wrongonyou: Il mio preferito tra tutti, canzone attualissima e perfetta per il panorama musicale di adesso. 8

Wrongonyou7
Vuol fare un po’ troppe cose insieme e in più lo vestono in maniera improponibile. Però ok, dai.

Dellai: Aiuto mi ricordavo si fossero sciolti Benji e Fede. 5.5

Dellai4
Poi dicono che la DAD non fa male ai ragazzini.

I campioni

Aiello: Lui lo voglio ringraziare per il mini attacco di cuore nella prima serata, non vi consiglio di sentirlo cantare a un metro e mezzo dalla televisione. 5

Aiello3
Aiello è un personaggio peculiare.

Ah, no, basta così. Per il resto urla in una lingua che solo a volte ricorda l’italiano. Non ho capito metà della roba che ha detto.

Arisa: Normalissimo brano sanremese, bella interpretazione ma sentito e risentito. La cover con Michele Bravi però molto d’effetto, bel mix le loro voci. Nel complesso 6.5

Arisa4
Basta, Arisa, basta, che due palle. Cos’è, la quarantesima volta che porta a Sanremo sempre la stessa canzone, cantata nello stesso modo? Soprattutto, che tratta sempre e comunque lo stesso argomento, ovvero quanto siano sfigati i suoi rapporti sentimentali? Ma prenditi un gatto. Iscriviti a Tinder. Hai una gran bella voce, figlia mia, usala per dirci qualcosa che ancora non sappiamo. Anche la cover, garbata. Con un duetto, garbato. Un Michele Bravi garbatissimo. Aspe’, cos’è che cantavano?

Coma Cose: Coma-tose 5

Coma Cose2
Mi tengo la cosa dell’imbarazzo per bullizzare Random, ma pure questi, da dove arrivano? Una via di mezzo tra due scout AGESCI e un centro sociale passato di moda. Canzone risibile, interpretazione insulsa. Però si amano. Grazie, pure io sono innamorato ma non vado in giro a rendermi Random…ehm… ridicolo.

Francesco Renga: La sua voce ha fatto la stessa fine di Bugo l’anno scorso. 3-

Renga
Un disastro. La canzone non è nelle sue corde, intese proprio come vocali. Fa fatica, così fatica che nelle prime serate il dubbio che abbia qualche malanno è molto forte. Anche il duetto, pessimo e insensato, con la partner evidentemente appioppata dalla comune casa discografica per monetizzare il tempo sul palco di Sanremo. Non si spiega veramente una partecipazione del genere per un artista con il suo passato, il suo talento e la sua voce. Spiace molto.

Gio Evan: Ma nella terza serata i vecchietti di The Voice Senior potevano venire senza di lui? Chiedo. 3.5

Gio Evan 1
Uno pensa: se ho tutto questo successo scrivendo cazzate su Instagram con miriadi di babbei che mi considerano pregno e profondo, chissà che successo metto assieme a Sanremo che è il palco della vacuità per eccellenza. E invece.

Bugo: Aveva proprio ragione Morgan quando disse “Ringrazia il cielo sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro”. 1+ (il più è per aver riportato i Pinguini all’Ariston grazie veramente mi mancavano)

Bugo1-
Almeno l’anno scorso aveva avuto la possibilità di dare la colpa a Morgan per la pagliacciata. Bugo è davvero pessimo. Non perché sia stonato (e lo è, tantissimo), non perché il brano sia un pasticcio che rubacchia qui e lì a Battisti (e lo è, tantissimo), non perché abbia la presenza scenica di un camerino vuoto (e ce l’ha, tant… va be’, avete capito). È pessimo perché manca del tutto di autoironia, ha sempre questo carico passivo aggressivo in quello che comunica. Ridateci Tricarico, almeno lui steccava con delle motivazioni artistiche chiarissime e strazianti.

Random: è tenerissimo, ma me lo ricordavo come rapper ed era meglio così. 5, soffertissimo, ma 5

Random2
Mamma mia che imbarazzo. No, davvero, ero quasi in dubbio per il voto, avrei voluto darne uno molto più alto per pietà. Questo ragazzo sbaglia TUTTO quello che poteva sbagliare, sembra fatto apposta per agire da parafulmine per tutti gli altri. La canzone, l’interpretazione (quando fa rap mi dicono sia meglio, ma non ha assolutamente voce), gli abiti, la presenza scenica, persino la cover. Magari qualcuno gli ha suggerito che, vista la zeppola, poteva andare sul sicuro.
Ma una zeppola non fa Jovanotti, caro Random. Che imbarazzo…

Gaia: Avevo altissime aspettative nei suoi confronti e le ha deluse tutte, arriva al 6 per la cover che, a mio parere, merita e per la presenza scenica.

Gaia
E niente, quando sento una chitarra latina mi viene subito da mettere mano alla rivoltella. Per non farsi mancare niente, poi, infierisce sul cadavere di Tenco nella serata delle cover.

Noemi: Altra con un passabilissimo pezzo fatto per Sanremo, non si può dire che non sia brava, assolutamente, però troppo già sentito, stesso discorso di Arisa, e per quanto riguarda lei meglio non parlare delle cover. 6.5

Noemi6-
Tutti si sono concentrati sulla sua nuova ed eccellente forma fisica, ma poi Noemi porta in gara un suo classico pezzo sanremese. Lei brava sempre, il pezzo inevitabilmente strasentito e pure un po’ loffio.

Orietta Berti: Io davvero non mi sento di darle un voto a livello artistico, ma le regalo un bel 10 e lode per il cosplay della sirenetta nella prima serata e quello da fatina nella quarta.

Orietta Berti7
Voto DIFFICILISSIMO. Come forse saprete di solito non metto voto ai rappresentanti storici della musica italiana, ma con la Berti ero partito da un voto molto basso (in fondo non è che sia propriamente tra i “grandi” della musica, più una seconda linea). Dopo che Amadeus manca per un soffio il picco di audience di far schiattare Fausto Leali, sul palco rimane l’unica a dare speranza alla generazione boomer e quindi torna al SV. Poi emerge il suo lato punk: si fa inseguire dalla polizia, allaga la stanza, vuole duettare con Ermal Metal e i Naziskin. Non so fino a che punto questa parentesi leslienielsieniana sia spontanea e quanto sia costruita per fare simpatia, ma funziona, brava. La canzone non ha nulla a che vedere né con il voto né con questo Sanremo.

Colapesce e Dimartino: La trovo una canzone molto orecchiabile e leggera da ascoltare, esattamente concorde con il titolo, ma la base ha un nonsoché di vecchio, passato, che un po’ danneggia l’ascolto. 6+

Colapesce e Dimartino5
Vorrei fare il figo aprendo un parallelo con la tematica della “noia profonda” di Heidegger, ma in realtà questo pezzo mi pare solo un tentativo molto paraculo di sfruttare l’effetto nostalgia con un revival. Riuscito solo in parte. Dimartino la voce l’anno prossimo.

Max Gazzè: Non ho capito però 7.5

Max Gazzé7+
Io lo adoro, ma le sue canzoni sono spesso su un confine sottile tra grande incanto e masturbazione. Forse quest’anno pieghiamo leggermente sul secondo caso. Splendida invece l’interpretazione di Del Mondo dei CSI.

Lo Stato Sociale: Tirano sempre su le serate, apprezzo sempre molto le loro performance. 8+, il più solo e soltanto per Lodo che esce dalla scatola, grazie per il materiale memabile.

Lo Stato Sociale
Non basta omaggiare gli Skiantos. Si divertono, ma sembrano un gruppo di ragazzini alla festa del liceo. Molto forte l’impatto della prima serata, poi il loro voto inesorabilmente scende di fronte all’effetto noia.

Francesca Michielin e Fedez: La canzone è molto attuale, e ringrazio Fedez per avermi dato un’altra possibile risposta alla domanda “quanta ansia hai?” “Fedez a Sanremo”. Il medley nella serata delle cover molto ben riuscito, coinvolgente 7-

Michielin + Fedez6
Potevano fare davvero molto di più. Lei bravissima e più forte di costumisti, parrucchieri e truccatori che si accaniscono contro di lei. Lui può anche essere puccioso perché si emoziona, ma alla quinta serata anche basta. Probabilmente arrivano più in alto di quanto dovrebbero grazie al potere social dei Ferragnez, ma sono le luci e le ombre del nuovo corso, ci si dovrà fare il callo e, forse, anche le modalità di votazione in qualche modo si dovranno rivedere.

Fasma: Mi dispiace per tutti i santi che gli hanno scagliato contro per essersi seduto sulle scale e aver fatto perdere punti a tutti al Fantasanremo, ma comunque gli griderei volentieri contro anche io perché il pezzo è fortissimo e lui è perfettamente in grado di fare performace pazzesche senza autotune. Qualcuno gli proibisca di usarlo, ve lo chiedo in ginocchio. Però tutto sommato 8-, perché la canzone la canterei proprio a squarciagola.

Fasma6
Il pezzo avrà successo, ma l’autotune potrebbe risparmiarselo, soprattutto abusato in questo modo anche dove non c’è evidente bisogno. È irritante e lo relega a posizioni molto più basse di quanto meriterebbe. 

Willie Peyote: Il testo di questa canzone mi gasa tantissimo, polemica nella maniera che mi piace, e molto ben riuscito il duetto con Bersani. 8+

Willy Peyote
Qualcuno gli dica che gli stadi sono chiusi. Quest’anno rappresenta la quota vaffa-grillina, pur se in maniera abbastanza divertita, che fa molto 2018. Se la piglia un po’ con tutti, mancando in generale il bersaglio. Con i boomer, che già sono spariti per conto loro, e con i millennial, che l’hanno allegramente sorpassato a destra. Un perfetto rappresentante della generazione X, insomma.

Malika Ayane: Molto nella media, adatta all’Ariston. 6.5

Malika Ayane 6
Con quella voce e quella classe potrebbe fare qualsiasi cosa. Meno di 6 non si può darle, ma in questo caso è davvero un voto punitivo. Si limita al compitino minimo ed è un gran peccato.

Fulminacci: Non nascondo che per lui ho proprio una passione, magari non è un genere diffusissimo ma mi coinvolge tantissimo, e la cover su “Penso Positivo” con Lundini e Roy Paci era da top 3 nella terza serata, assurdi. 9

Fulminacci7-
Dai, è tenerone. Lì per lì ho immaginato che portasse sul palco la Santa Marinella dei Gogol Bordello (e ci sarebbe stato da ridere, se non la conoscete andate a recuperarla), ma in realtà canta di quella Roma bella, che ti manca se l’hai vissuta ma anche se non ci sei mai stato.

La Rappresentante di Lista: Lei ha una voce fortissima, e la canzone è molto ben riuscita, trasmette bene. Fantastici nelle cover. 8.5

La rappresentante di lista8-
Pezzo che migliora a ogni ascolto, grandissima voce. In un universo parallelo Arisa potrebbe fare queste cose belle invece delle vaccate stracciamaroni che porta in giro. Eleganti, teatrali, anche con la cover riescono a fare centro, complice la partecipazione azzeccatissima della Rettore. Brano forse un po’ fragile, quasi un pretesto, cosa che li punisce un po’ nelle varie classifiche.

Madame: Una delle mie esibizioni preferite, la trovo particolarissima e coinvolgente nel sentimento che vuole trasmettere. La cover di “Prisencolinensinainciusol” stranissima ma pazzesca. 8.5

Madame
La rivelazione di Sanremo. Giovanissima, bravissima. Pezzo efficace, bello, angosciante e bello. Affronta con serenità navigata anche la cover di Celentano, pezzo rinomatamente difficile da rifare. Speriamo che non si perda per strada.

Maneskin: Prontissimi sempre ad aprire in due il palco dell’Ariston e a sconvolgere i boomer che scrivono in italiano abbreviato su Facebook, pazzeschi, vittoria super meritata, finalmente abbiamo una chance all’Eurovision. 9

Maneskin9
Diciamolo subito, il pezzo non è originalissimo, ma vista la media è travolgente. Sul palco hanno un’energia incredibile, più che ventenni sembrano la rappresentazione plastica di quel “saltare i fossi per il lungo” che dai ventenni ci si aspetta.
Ottimo sound, ottima voce. Sono oggettivamente bravi, soprattutto sul fronte dell’energia che sanno trasmettere sul palco, e meritano la vittoria. Potrebbero anche essere la sorpresa dell’Eurovision. La cover con il loro mentore Agnelli è strepitosa per la carica, anche se è più una cover al quadrato (la cover della versione della Nannini, comunque ottima), che si distacca moltissimo dalle intenzioni dell’originale e che ha attirato critiche, forse anche eccessive.

Irama: Ammetto di partire prevenuta in positivo. Magari la performance avrebbe reso di più dal vivo, senza dubbio, soprattutto nel ritornello, ma è un pezzo molto adatto all’Eurovision, basta guardare i riscontri all’estero. Emozionantissima la cover di Cirano, trasparente. 9

Irama7-
Che sfiga, il ragazzo, che comunque dimostra di avere discrete capacità e un certo gusto musicale con la cover di Cirano. Il pezzo in gara è un po’ fragile e lui, con quei capelli e quel vezzo di leccarsi le labbra, ricorda un po’ in maniera inquietante il joker di Heat Ledger.

Extraliscio ft. Davide Toffolo: Non riesco proprio ad apprezzarli, forse un po’ “antichi”, ma bellissima la cover. 6.5

Extraliscio con Davide Toffolo8
Quando si dice avere il manico. Fosse per la cover dovrebbero vincere a mani basse. Il pezzo in gara è una grandissima dimostrazione di capacità, ma forse sconta il fatto di essere un po’ freddina rispetto al contesto che vogliono creare. La capacità di tenere il palco è di svariate categorie al di sopra di qualsiasi altro partecipante quest’anno.

Ghemon: Penso che sia molto lontano dai canoni di Sanremo, ma anche dai canoni attuali, non lo capisco a pieno. 7

Ghemon7
Oh, a me piace un casino, ma evidentemente quasi solo a me. Lui sempre di grandissima classe, brano forse un po’ slegato. Sottovalutatissimo.

Ermal Meta: o Ermal Metal perché se Orietta ha detto così, si chiama Ermal Metal. Il pezzo mi arriva, ma è molto simile a ciò che porta di solito, non lo vedo brillare troppo, ma comunque bravo. 7

Ermal Meta5
Nostro signore dei sopravvalutati. Anche quest’anno è in cima e si gioca la vittoria, senza un motivo, senza un perché. Canzone mediocre, arrangiata mediocre, cantata mediocre. Presenza scenica rivedibile. Io veramente non mi spiego perché sia spinto così. Fortunatamente viene massacrato dal televoto.

Annalisa: Ha una voce sempre assurda, potrebbe cantarmi anche la lista della pizzeria, e la canzone è forte. 8

Annalisa0
Oh, Annali’, io ti ho spinta, ti ho detto che sei brava, l’anno scorso quando hai cantato con Achille Lauro ti ho endorsata come futura vincitrice. Quest’anno era davvero un rigore. Purtroppo il brano non è all’altezza, molto peggio di quello dell’ultima partecipazione, e anche l’interpretazione non è convinta. Soprattutto nelle ultime due serate, quando ormai si profilava un’anonima metà classifica, le performance trasudavano delusione e voglia di chiuderla lì il prima possibile. Peccato, da un lato. Dall’altro, ormai sono passati abbastanza anni da far sospettare che questa esplosione di Annalisa è probabile che non arrivi mai. Meglio lo 0 che l’anonimo 6 meritato.

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