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Progetto “Cinema a scuola”: capitolo terzo

Di scale buie, porte socchiuse e alunni fantasmi.
La scuola infestata

Tra i lavori dei ragazzi

Tanti, tantissimi sono stati i lavori realizzati dai ragazzi, e tanti sono stati i temi toccati, dal bullismo, all’inclusione, allo scambio di ruoli e molto altro. Anche i generi sono stati differenti tra loro, dal quasi musical all’horror.

È questo il caso del lungometraggio Trovami, di Gao Mang Yao, sceneggiato e diretto da Fabio Fox Gariani.

Quante volte ci è capitato, da piccoli, di immaginare la scuola assediata da alieni, colpita da catastrofi, catapultata in universi paralleli o invasa dai fantasmi? E quante volte abbiamo immaginato di rimanere chiusi all’interno o di tornarci in piena notte, per scoprire i misteri dei bidelli con le loro mille chiavi, e svelare i segreti dei mostruosi insegnanti?

Diciannove adolescenti, un regista esperto e la sua troupe, hanno avuto la fortuna di vedere realizzato proprio uno di questi sogni.

Trovami è la storia del fantasma di una ragazza cinese che, sparita in circostanze misteriose e mai più ritrovata, si mette in contatto a distanza di anni con un’altra ragazza che, a sue spese, esaudirà la volontà del fantasma di tornare in vita.

Un cast formato dai giovanissimi ragazzi della II D della scuola media Tommaseo di Milano, dai docenti, dai collaboratori scolastici e da altri alunni di varie classi, tutti coinvolti in questa complessa e affascinante avventura. La realizzazione di Trovami si è rivelata un’esperienza di forte valenza educativa sia per la parte tecnica che per quella artistica. Entrambi i cast, infatti, sono stati messi alla prova portando egregiamente a termine un lungo lavoro di scrittura, interpretazione, realizzazione tecnica, produzione, nonché attenzione, fatica e professionalità.

Il progetto ha mantenuto la promessa, è stato una grandissima opportunità che ha permesso ai ragazzi di lavorare insieme creando così una squadra, ha fatto luce su potenzialità (e interessi) che i ragazzi stessi non pensavano di possedere e ha favorito la crescita sia individuale che del gruppo.

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La soddisfazione ha colpito tutti come un’onda d’urto e ha viaggiato nel tempo arrivando a toccare anche degli ex alunni. Ci ha raccontato il direttore dei lavori che

La cosa più bella è forse stata quando, avendo trasformato in dvd una vecchia pellicola in superotto su cui era registrato un film di una terza elementare di venti anni fa, ho invitato tutti i ragazzi ormai quasi trentenni a vederlo. Signorine e ragazzoni che lanciavano urla da stadio spellandosi le mani a suon di applausi, sono tornati bambini grazie alla forza del cinema.

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E la cosa più difficile, invece, qual è stata?

La cosa più difficile, anzi impossibile, è stato cercare di convincere quella testarda ragazzina bionda di mia figlia a recitare nel film della sua classe. Niente da fare con la più timida del mondo. Menomale che si buttò a pesce – lei disegnatrice provetta – sulle scenografie…

E per fortuna esistono passioni e professioni diverse!

Concludiamo con un grazie speciale a tutti i protagonisti di questo prezioso progetto. Che possa “Cinema a Scuola” diventare contagioso e virale, che possa colpire, invadere e infestare mille altre scuole, ragazzi e insegnanti, perché lo scopo della scuola è questo: turbare e incendiare le menti, infiammare l’intelletto con il fuoco sacro della curiosità.

Gloria Perosin

Redattrice
26 anni, nomade e stabile a fasi alterne. Veneziana di nascita e crescita, riminese adottata. Mi piacciono: i cambiamenti, i traslochi, i gatti, le ortensie blu, le arti visive, il caffè americano, le mie piante.
La mia rubrica è Vite d'Altroquando.
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