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Otto marzo

Siamo sul volgere degli anni '90. Io, Sametti e il Buono. 8 marzo, festa della donna.

Stasera, branchi di femmine, come squali in frenesia, si aggirano per la Romagna in ranghi serrati a caccia di CARNE.

Programma: aperitivo, pizza e poi arrampicata fino alla Porta d'Oro, ruspante disco-dancing collinare. Nel parcheggio, di solito, Lamborghini. Ma anche Same, Massey Ferguson, Landini e qualche sporadico Motocoltivatore Valpadana.

Missione: colpire nel mucchio. Con l'immane quantità di troismo sparso nell'aere, vuoi non raccattare qualcosa? Magari di striscio o di rimbalzo?

In pizzeria, seduti a un mesto tavolo vista muro/attaccapanni/frigo, siamo circondati da flotte di erinni in décolleté e tacco 18 che emanano calore come stufe a pellet.

Caffè, ammazzacaffè e via, verso il Tempio della Lussuria. Qui scopriamo che l'ingresso ai masculi è interdetto fino all'una. Sciami di femmine alticce ci passano davanti ridendo, raspando a terra ed emettendo fumo dalle froge, fremendo per accaparrarsi un posto sotto al palco dove, a mezzanotte spaccata, comincia lo SPOGLIARELLO MASCHILE.

Grazie a un buttafuori amico, aggiriamo gruppi di morosi recintati all'esterno a far appassire il gel e a entrare di straforo. Unici maschi nell'Eden.

Qualche minuto e, TA-DAH!, comincia lo show. Si susseguono sul palco ad uno ad uno, un pugno di ragazzotti palestrati, alcuni che ballano discretamente, altri che più semplicemente fanno manovra. Ma non importa: l'effetto sull'orda famelica è quello dei Beatles al Vigorelli nel '65. La folla sotto il palco si muove come uno tsunami ormonale. I ragazzotti dai nomi tronchi (Samuel, Manuel, Maicol), ce la mettono tutta nei loro costumini di ispirazione Village People, (nell'ordine: pompiere, cow-boy, poliziotto, carpentiere - manca l'indiano).

Hanno tutti DUE perizomi sovrapposti: uno normale e uno microscopico sotto. Quando tolgono il primo perizoma, l'effetto sonoro è lo stesso del gol di Fabio Grosso contro la Germania nel 2006. Il secondo lo tengono su, probabilmente per uscirne vivi.

Il momento migliore è quando un poveraccio, vestito da carpentiere, tira sul palco una tracagnotta tremebonda per farsi spalmare della roba sugnosa sul petto e, finita l'emulsione, cerca di congedarla con un bacetto.  La fanciulla lo cinge coi cosciotti a tenaglia buttandogli in gola una metrata buona di lingua saettante e menando poderosi colpi di bacino come un molosso alla monta.

Il wrestling dura un lunghissimo minuto poi lei si rituffa ebbra nella selva di braccia scomparendo.

Fine.

Il carpentiere era l'ultimo. Esce col terrore in fondo allo sguardo. Nel camerino singhiozza piano. Aprono le porte alla mandria degli uomini che scaturisce all'interno a ristabilire un equilibrio millenario. Le baccanti libidinose si ritrasformano immediatamente in morose devote. Le single, cessato l'incontenibile umettarsi, tornano a tirarsela rinverdendo i fasti dell'eterno gioco di ruolo chiamato seduzione (mossa, contromossa, te la do? No non te la do, ma forse sì...). Personalmente, mi becco un paio di Due di Picche d'incontro che mi riportano subito nella mia area di competenza usuale: una lunga sequenza di astiosi gin tonic.

La festa della donna è già finita e si torna al solito tran tran.

Gianni-Bardi

Gianni Bardi

Redattore
Ex attor giovine, ex frontman del gruppo rock Vicks & the Kleenex, comico nell’ensemble sammarinese Le Barnos e da qualche tempo in proprio come monologhista.
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