Nerve

Di Henry Joost e Ariel Schulman
Con Emma Roberts, Juliette Lewis, Dave Franco

La storia: La giovane e timida Vee rimane coinvolta in Nerve. Un gioco illegale, fatto di sfide sempre più difficili e pericolose, seguitissimo sul web. Scoprirà che smettere di giocare è più difficile del previsto.

Lo spunto, pur non essendo davvero originale, è interessante. Colpisce anche la sincronicità dell’uscita con il delirio collegato all’allarme “Blue Whale”, ma il tema stesso della sempre maggiore commistione tra vita reale e virtuale, soprattutto tra le nuove generazioni, già basterebbe a fornire una quantità di materiale da esplorare.

Purtroppo, non è andata così.

Nerve è un minestrone indigesto in cui si è deciso di mettere dentro tutto. C’è l’abuso della rete e della telefonia mobile, la critica alla perdita di valori tra i più giovani, la sempre di moda citazione del grande fratello orwelliano, immagini da cartolina notturna di New York (the city that never sleeps, come cantava Sinatra. Anche qui roba fresca, per quanto ami Sinatra beninteso), la superficialità che nasconde i problemi esistenziali, la storia d’amore tra il bello e tenebroso e la timida con il cuore da leonessa, gli hacker cattivi, gli hacker buoni, qualche maschera di Guy Fawkes così a caso, un po’ di thriller, il lieto fine, il finale aperto, tutti sono cattivi, i cattivi in realtà sono buoni, le code in autostrada e non ci sono più le mezze stagioni.

No, ok, forse le ultime due non ci sono, ma c’è di peggio: Juliette Lewis che, dopo una vita di ruoli meravigliosi da spostata, ritroviamo nel ruolo di mamma preoccupata. Sì, lo so, sto piangendo pure io.

Naturalmente nessun tema è sviluppato efficacemente, tutto quanto viene mescolato in un teen drama confuso che parte con i toni della commedia leggera, si riveste di critica sociale strada facendo e chiude con un tentativo di thriller che vorrebbe creare pathos ma ti porta semplicemente a farti domande esistenziali.

Tipo, ma che cavolo ci faccio in questo cinema?

Tipo, ma non era meglio andare a farsi una birra?

Tipo, ma Albano e Romina torneranno insieme?

Soprattutto il terzo quesito riesce a tenerti avvinto, mentre il film si trascina stancamente verso la più interminabile ora e mezza degli ultimi tempi.

La regia non è nemmeno così terribile. Banale anche questa, con l’abuso di riprese soggettive, effetti videocamera da smartphone e riprese da dietro schermi virtuali di pc e cellulari (che anche qui, una o due passi, bravo, bella idea. Ma TUTTE le riprese così…). Però non terribile.

I personaggi sono piatti, non strutturati, cambiano caratteristiche così, senza motivo, da un momento all’altro. Le prove d’attore sono altrettanto mediocri. Unico che si salva è Dave Franco, fratello meno talentuoso di James ma quantomeno in ruolo. Tutti gli altri non pervenuti, compresa Juliette Lewis.

Juliette perché, perché l’hai fatto? Lacrimuccia.

La nostra opinione...

Voto-Grafema-1-5

Un memorabile esempio di come avere un tema d’attualità caldissimo e sprecarlo mandando tutto in vacca.

A chi lo consiglio: a chi ha bisogno di espiare una piccola colpa e se la vuole cavare con poco, 7,50€ di biglietto. Il mercoledì in molti luoghi anche con meno.

Abbinamento suggerito: la mezza naturale che pagherai uno sproposito al bar del cinema. Se devi punirti è bene farlo fino in fondo.

Giorgio Arcari

Direttore editoriale
Classe 1980. Milanese di nascita e di fretta e romagnolo di tappa o forse di arrivo. Da bambino ho deciso che avrei fatto lo scrittore, da grande.
Curo l'editoriale Grafemi e Nuvole e la rubrica Pillole di scrittura.
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