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Neri Paradossali: leggerli ti cambierà

Giorgio Arcari, Neri Paradossali, Aiep Editore 2018

 

Questa recensione raccoglie i pensieri e le note di lettura di diversi redattori del “Grafema Magazine”

La prima volta che ho letto Neri Paradossali ho pensato “Diamine, vorrei saper scrivere così!” perché ho avuto la netta sensazione che ogni parola fosse stata scelta con un’attenzione quasi maniacale e che nessun’altra potesse stare al suo posto. Il ritmo, lo stile, la fluidità del testo: ho adorato tutto e ho invidiato il talento. Poi, però, va detto che questo non è un libro “facilmente digeribile”. Perché la satira, per sua natura, colpisce dritta allo stomaco lasciandoti stordita e un po’ amareggiata. Ogni risata ha un retrogusto amaro e, subito dopo il sorriso generato dalla battuta pungente, arriva feroce il senso d’inquietudine. Quasi ci si sente in colpa per aver goduto di un breve ma immediato divertimento e si finisce per chiedersi cosa sia quella sgradevole sensazione in sottofondo, che mette a disagio.

Purtroppo ho il vago sospetto (nemmeno troppo vago) che gli scenari proposti dal libro non siano poi così assurdi ed esasperati. Paradossali un corno! Ultimamente basta aprire qualsiasi social, un quotidiano o un telegiornale per rendersi conto che la realtà non è tanto distante dalle dieci peggiori soluzioni proposte da Neri Paradossali. Eppure, parola mia, non riuscirete a staccarvi dalle sue pagine e a smettere di leggerlo. Anzi, lo rileggerete pure! Perché, come il buon vino, un buon libro ha bisogno di tempo per essere assaporato e apprezzato in ogni sua sfaccettatura e, passata l’ebrezza e superati i postumi della sbronza, ne vorresti ancora.

Romina Marzi

Neri Paradossali me lo sono mangiato e lui ha mangiato me. In un centinaio di pagine Giorgio Arcari ti scuote, ti incuriosisce, ti fa ridere, ti fa riflettere e poi ti mangia.

Francesca Renzetti

Aprire un nuovo libro è come partire per un viaggio.
Più bravo l’autore, più coinvolgente il libro, migliore risulta l’esperienza.
Con i Neri Paradossali, tuttavia, è stato tutto completamente diverso.
Ho avuto la netta sensazione di essere lanciata in un’altra dimensione, fuori dalle coordinate convenzionali di spazio e tempo.

Le pagine da un lato scorrono veloci perché la tecnica è perfetta (non per niente sono scritte da un maestro!), dall’altro ti si conficcano dentro scarnificandoti, senza preavviso. Quando finisci di leggere un racconto, non devi sforzarti di cercare i diversi livelli di lettura, saranno loro a venirti a cercare, di notte, negli incubi più brutti.

Se posso azzardare un paragone, i dieci racconti di questo libro sono come un film di Tarantino, assurdi e al tempo stesso perfettamente coerenti.
Mentre leggi, ti ritrovi a pensare che non sarebbero potuti essere diversi. Non fanno una piega. C’è un disegno imperscrutabile in questa raccolta che unisce e collega ogni racconto all’altro e, secondo me, lo capiremo davvero solo fra molti anni.

Giorgio Arcari è un visionario, decompone la realtà e la riassembla in maniera magistrale e ansiogena, proponendo un futuro prossimo sconvolgente.
Non è un libro per stomaci (e caratteri) deboli. Siete avvertiti. Dopo questa lettura non rimarrete le stesse persone di prima!
I miei preferiti: 1) Mercato finanziario 2) Inferno2 3) Tomba di sale.

Elisa Zafferani

Ho trovato i Neri Paradossali frizzanti. Coprono un bisogno di satira gridato anche dai muri in un’Italia da questo punto di vista spenta e lo fanno con una buona dose di immagini forti e piacevolezza. Neri senz’altro, Paradossali ahimè non troppo, che dovrebbero esserlo e credo che anche nel titolo sia espressa la vena di essenziale antitesi che accompagna il lettore nei brevi racconti. Cosa è paradossale? Molto meno di ciò che sembra e nulla di volutamente paradossale sembra oltrepassare una realtà così infarcita di parossismi e nonsense. Una realtà pittoresca che non si può cogliere  se non utilizzando le chiavi della satira e dell’allegoria, e mai fino in fondo. Lo stesso tentativo dei N. P. non può restare che un indizio, un insieme di suggerimenti che per quanto felice non è abbastanza mistificatorio da poter essere una presa di coscienza. Divieto di reincarnazione esprime proprio questa impossibilità di compiere il salto e discernere pienamente ciò che è mistificatorio. Di alcuni dei racconti rimane piuttosto la nota tragicomica, come l’apertura di come ti cucino un vecchio, di altri la crudezza, come in Tomba di Sale. Il pesce siamo tutti, dunque cos’è questa vita che ci troviamo innanzi? Forse un’agonia? Non è detto! Certo, evitiamo i fondamentalismi – suggerisce Arcari – e la fiducia cieca nel mercato, il vero fideismo cui presta il fianco la surmodernità. Si ride e si muore, dunque, ma concentriamoci sul primo termine. Per tutto il resto c’è tempo.

Luca Severi

Se non avete stomaco o senso dell’umorismo, NON LEGGETE QUESTO LIBRO!

«Il mondo fa schifo. Non la Terra in sé, intendiamoci, quella è bellissima, Fa schifo come l’abbiamo ridotta.
Butta male, gente. Riscaldamento globale, inquinamento, continenti interi fatti di plastica negli oceani. Specie animali che si estinguono più rapidamente dei gruppi pop negli anni ’80. Credenze antiscientifiche diffuse, omeopatia e ativaccinismo. Il reggaeton.»

Stavo pensando se pepe, peperoncino, oppure olio d’oliva, quando è buono buono e pizzica in gola.
«Secondo diversi studi, le nostre speranze di sopravvivenza come razza umana sono estremamente basse. Praticamente forse la sfanghiamo. E forse no.»

Pepe, Neri Paradossali è pepe!

Neri Paradossali di Giorgio Arcari va proprio di traverso, quasi ti soffoca. È tipo come quando bevi la Coca Cola, qualcuno ti fa ridere all’improvviso, e alla fine ti esce tutta dal naso, avete presente?
Sono dieci orribili ipotesi, dieci tremende strade che si potrebbero prendere (o che abbiamo già imboccato?), tante pessime idee che mai dovrebbero saltarci in testa per risolvere i problemi della società. Sono talmente pessime che anche MacGyver le abbandonerebbe in partenza, altro che bombe a mano con chewin gum e graffette.
Comunque. Neri Paradossali è divertente, ironico (…), geniale, pungente e si legge bene ovunque: dal medico, in coda al supermercato, mentre si cucina. Forse non è una lettura da comodino, questo bisogna dirlo, potrebbe avere degli effetti collaterali poco piacevoli. Per il resto però si adatta bene a qualsiasi situazione e a qualsiasi lettore, anche ai meno allenati. D’altronde il nero sta bene con tutto, no?

Consigliatissimo.

Gloria Perosin

I Neri Paradossali sono uno dei pochissimi libri che ho letto in qualche ora. Non riuscivo a smettere. È stato un po’ come quando mangi le ciliegie, dici “basta l’ultima”, ma alla fine le mangi tutte a costo di farti venire il mal di pancia. Dal lato loro, i Neri di pancia non ti fanno soffrire, ma in testa ti creano un bel marasma!
La curiosità di sapere come vanno a finire ti porta a sondare tutte le grandi tematiche sociali, economiche e politiche attuali, per poi vederle afflosciarsi su se stesse, non solo grazie alla satira dura e spietata, ma anche alle idee originali e inquietanti che stanno alla base.
Tutto è costruito sul paradosso – lo dice il titolo stesso – ma ci si rende presto conto quanto il descritto possa essere così dannatamente e facilmente reale. Allora ti nascono due, tre domande che non ti danno pace. È davvero “naturale” e “giusta” la vita che viviamo di solito? Siamo sicuri che sia sul binario corretto?
Se si sbaglia qualche passaggio il treno può anche dirottare giù da una rupe. Ma per il momento fermiamoci qui, proprio dove si fermano i Neri: sul filo del rasoio.
Come consiglio per farsi due risate (ironiche ovviamente) c’è il racconto Inferno2 su Satana, Dante e Dio/TheBigOne.
Siamo tanto abituati a cambiare telefono, aggiornare le app, comprare un tablet nuovo o stare sui social da rimanere quasi spiazzati quando Dante dice a Satana: “Lucio, te l’ho già detto mille volte. Le punizioni non si posso aggiornare.”
Incredibile… Anche sulle questioni di eternità bisogna farci un pensiero.

Francesca Delvecchio

Grottesco, paradossale. Per fortuna il nostro mondo non è quello di cui ci parla Giorgio. O no? Con razionalità, abbiamo tutta la giornata per rassicurarci, tra il caffè del primo mattino e la tisana della buona notte: i cecchini non sparano dai tetti di Milano. Ma se ti addormenti un attimo… “Amo i sogni, anche quando sono incubi, che è poi quello che succede di solito”, Luis Buñuel. Vero e reale, capitolo dopo capitolo, Giorgio parla al nostro inconscio, all’irrazionale che non ci abbandona mai.

Marco Montoschi