N. 8 – Occhi d’oro

Rubrica: Cronache dal Cantiere

All’alba, quando la casa era ancora un rudere, ho visto un paio di volte una piccola civetta. Il piumaggio marrone screziato di bianco e gli occhi verde oro, una vera bellezza. Stava appollaiata sullo scuro di una finestra sotto al portico. Se mi avvicinavo faceva alcuni passi laterali sul legno consumato dal tempo. Era una sorta di tolleranza amichevole, apriva un po’ le ali poi le riponeva come per dire, se ti muovi ancora volo via. Facevo movimenti lenti, alla distanza di due metri spariva nella cantina. Non l’andavo a cercare. Col trambusto del cantiere era fuggita.

Stamattina presto il muratore l’ha vista di nuovo volare via, quando ha aperto la finestra provvisoria di nylon. Mi fa vedere i resti del suo pasto, la coda di un topo e ossicine macabre, sono dentro la nicchia antica dove immagino una Madonnina di coccio dal viso pallido e la veste azzurra. Insomma, il piccolo rapace ha trasformato il simulacro cristiano in una primordiale ara sacrificale. Che sia pure lei scivolata nell’intolleranza dei conflitti religiosi? A me piace di più pensare a una laica purificazione da ogni credo e a un sano ritorno alle leggi giuste della natura.

Adesso che ci penso, la civetta è un uccello notturno, non l’abbiamo svegliata, ha fatto le ore piccole, sta andando a dormire. A occhi aperti, s’intende.

 
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Massimo Rastelli

Redattore
Sono nato nel 1958 a San Marino. La passione per la scrittura è riaffiorata in me da adulto, anche se l’ho sempre avuta in modalità silenziosa.
La mia rubrica è Cronache dal Cantiere.
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