N. 4 – Antico Egitto

Rubrica: Cronache dal Cantiere

La trivella ha fatto tremare il terreno con rumore sordo, ha praticato fori profondi. Le fondamenta devono essere consolidate, la casa si deve ancorare alle argille grigioblu. Alle dieci di mattina il sole illumina il buco sino in fondo. Una cosa simile capitava nella tomba di Tutankhamon, se non ricordo male. La luce di una feritoia colpiva l’effige del giovane re fanciullo adagiato nel sarcofago. Il suo volto d’oro brillava, esattamente e solo, in quella certa ora. Brivido. Il foro per il calcestruzzo è così piccolo che non ci passa nemmeno un piede. Nel frattempo, sino a quando non arriva l’ombra, stiamo alla larga da queste cavità che evocano l’abisso.

L’autogru intanto solleva un carico pesante, la barra di ferro è appesa alla catena di metallo, ondeggia in equilibrio e costringe il manovratore a movimenti lenti. Immagino orde di schiavi che reggono il peso tirando corde ruvide, fanno sanguinare le mani. Dobbiamo posizionare la trave sull’apertura che dà aria alla zona interrata. Abbiamo appena rotto uno specchio dimenticato tra i calcinacci, era stato smontato dal bagno della vecchia casa. I tre metri di vuoto dello scavo sono diventati trenta. Là sopra, abbiamo il timore di mettere un piede in fallo. Enzo, il fabbro, ed io siamo rimasti soli. Giovanni, l’anziano impresario edile, è sparito. È andato a raccogliere le schegge aguzze dello specchio. Oggi, tra le dune di sabbia per la calce, la calura fa tremolare la luce della valle.

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Massimo Rastelli

Redattore
Sono nato nel 1958 a San Marino. La passione per la scrittura è riaffiorata in me da adulto, anche se l’ho sempre avuta in modalità silenziosa.
La mia rubrica è Cronache dal Cantiere.
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