N.2 – Le tre sponde

Rubrica: Cronache dal Cantiere

Giulio dice che inizia alle sette e mezza ma poco dopo le sette è già al lavoro. I baffetti dritti gli sono rimasti appiccicati in faccia da quanto calava giù in riviera. È piccoletto, di gamba veloce.

Deve pulire i mattoni della casa. Non seguo i suoi discorsi, mi arriva solo un’eco lontana, la sua infanzia a piedi scalzi nella valle del Conca. Non seguo sino a quando non dice che il pavimento ha assorbito calore, come un biliardo. Sai no? I biliardi hanno una pietra, quando è calda poi si raffredda lentamente.

Lo invitano a giocare persone importanti, per loro giocare di stecca è relax, parlare di donne e affari. Bicchieri dove è rimasta attaccata una goccia di Bourbon. Per lui no, lui sa colpire meglio di tutti. Lo sguardo rotola di immaginazione, vede traiettorie di cura millimetrica, predice un futuro di angoli e rimbalzi. Una distesa verde a perdita d’occhio, sfere enormi conquistano lo spazio.

Non esiste nient’altro, controlla ogni muscolo, tendini tesi a calibrare il colpo. L’urto cristallino dell’avorio, il tonfo ovattato sul panno della sponda. Nel disordine del cantiere gli assegno una sedia da regista.

Massimo Rastelli

Redattore
Sono nato nel 1958 a San Marino. La passione per la scrittura è riaffiorata in me da adulto, anche se l’ho sempre avuta in modalità silenziosa.
La mia rubrica è Cronache dal Cantiere.
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