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N. 12 – Il giardino fossile

Rubrica: Cronache dal Cantiere

Dai calcinacci spunta un ramo di rosa. Prima dei lavori in un'aiuola c'erano degli arbusti e dei fiori, poi hanno avuto il sopravvento le ferraglie, le tavole da muratore e i detriti del cantiere. Pazienza, ci sono prezzi che vanno pagati. Abbiamo pulito tutto e ci siamo rassegnati a ripartire da zero.

Con la primavera sono comparsi i narcisi, profumati, belli, a ceppi. Poi lunghi fusti di pervinca con fiori azzurro violetti e iris blu con cui da bambini disegnavamo usandoli come inchiostro. E ancora rose, hanno riformato cespugli, non boccioli comuni ma dalla forma allargata di colore rosa antico e un profumo penetrante, dolce, potente. In una situazione così favorevole anche due arbusti di ibisco hanno messo foglie nuove e fiori celeste pallido.

Il giardino fossile è rinato così, da solo, senza nessuna clonazione, manipolazione transgenica o riproduzione in vitro del DNA. Senza fare niente, quasi da rimanerci male. Eppure io una sensazione simile l'avevo già provata, mi ero già chiesto se per la natura l'opera dell'uomo sia 'Irrilevanza o follia'.

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Massimo-Rastelli

Massimo Rastelli

Redattore
Sono nato nel 1958 a San Marino. La passione per la scrittura è riaffiorata in me da adulto, anche se l’ho sempre avuta in modalità silenziosa.
La mia rubrica è Cronache dal Cantiere.
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