Il mio biglietto dei Radiohead non l’ho venduto

Rubrica: Taca la musica!

Non pensavo, ma a distanza di giorni sono ancora in astinenza da live dei Radiohead. Il concerto del 14 giugno a Firenze è stato una droga dagli effetti potentissimi e benefici. Nemmeno quel bacio che ho atteso per un anno mi ha invaso di brividi come il crescendo di Lucky, pezzo per il quale ho perso completamente la voce e il tipo davanti a me l’udito.

Nel 2017 i Radiohead celebrano vent’anni dall’uscita di uno dei loro capolavori intitolato Ok Computer, protagonista indiscusso del concerto con ben 6 pezzi in scaletta. Nell’Ippodromo dell’Arena del Visarno siamo 50.000 anime, gente di ogni età. Nel Pit c’è persino un bambino, avrà al massimo tre anni, che volteggia divertito con la sua mamma sulle note di Airbag.

La scaletta prevede un’alternanza eterogena dei brani che è piacevolissima sia per i passaggi temporali che di atmosfere e ritmi. Territori elettronici e chitarre acustiche sono accostati armoniosamente. Gli arrangiamenti del live esaltano i cambi di ritmo e la ricercatezza delle sonorità rendendo i pezzi più intensi.

Per non parlare poi della personalità di Thom Yorke che sfoggia movenze da danzatore tribale e un italiano molto simpatico: “Oh ragazzi!”, “Tutto bene?”, “Ne vuoi ancora?!” con l’ultima frase credo mi abbia letto nel pensiero. Sostenuto da incredibili musicisti: Johnny Greenwood mette veramente tutto se stesso in tutti gli strumenti che suona, Ed O’Brien scandisce alla perfezione i ritmi dall’inizio alla fine.

Con Daydreaming (dall’album A Moon Shaped Pool) il palco si accende in una pioggia di luci bianche, è un inizio lento e suggestivo, una carezza. Dal vivo emergono tutte le sfumature di questo brano anche quella profonda tristezza e spiritualità che hanno sempre caratterizzato la band.

Ad un certo punto strumenti e voce cavalcano in altre dimensioni, è Ful Stop che ci dà uno scossone e le 50.000 anime iniziano ad agitarsi, si salta. La macchina del tempo si riposiziona e ci ritroviamo prima ai tempi di Ok Computer con Airbag poi di Idioteque con 15 step.

Lucky scatena il pubblico, la cantiamo tutti ed è impossibile resistere a quelle chitarre. Inaspettatamente uno dei brani più acclamati è stato Everythings in its right place dal rivoluzionario Kid A. Nella scaletta non manca nemmeno quella chicca di Bloom da The King of Limbs. Dal vivo mi ha ipnotizzata, c’è tutto dal rock all’elettronica, dall’aspetto più ombroso della discografia dei Radiohead a quello più vivace. Da incorniciare anche i bis che ci omaggiano di pezzi come: You and whose army?, There there, 2+2=5, Paranoid android, Fake plastic trees. I Radiohead concludono con Karma police e ci salutiamo cantando tutti insieme ripetutamente “For a minute there I lost myself, I lost myself…” .

La musica è sempre accompagnata dalle immagini proiettate su tre schermi, figure astratte e un collage realizzato in real time dei cinque musicisti. Infatti, come per altri concerti, su ogni membro è puntata una telecamera che ne cattura le performance. La scenografia è semplice e ben riuscita e non sovrasta in alcun modo la musica. Lo spettacolo lo conducono i Radiohead con la loro genialità, non hanno bisogno di alcun artificio per rapirci completamente.

Scaletta concerto Radiohead Firenze
Daydreaming
Desert island disk
Ful stop
Airbag
15 step
Myxomatosis
Lucky
Pyramid song

Everything in its right place
Let down
Bloom
Identikit
Weird fishes/Arpeggi
Idioteque
The Numbers
Exit Music (for a film)
Bodysnatchers

La nostra opinione...

Voto-Grafema-5-5

La bravura dei Radiohead e la bellezza di questo concerto sono riuscite a farmi dimenticare il costo delle consumazioni…

A chi lo consiglio: a chi? A chi li considera sopravalutati e snob, si ricrederà.

Abbinamento suggerito: cosa bere? È un concerto all’aperto, birra!

Francesca Renzetti

Redattrice
Nella vita di tutti i giorni sono una mamma, mi occupo di web marketing, social network. Il Buongiorno a casa mia profuma di caffè e ha la carica del Rock. Naturalmente inizia alle sei della mattina con il sorriso di mia figlia.
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