Ma anche no

Editoriale: Grafemi e Nuvole

Scegliere il tema dell’editoriale di questo mese è stato particolarmente difficile. Il Salone del Libro di Torino con tutto il codazzo di polemiche sulla gestione e sulla partecipazione, prima concessa e poi negata, all’editore, auto dichiaratosi fascista, Altaforte? Lo scandalo della professoressa siciliana sospesa dall’insegnamento per non aver vigilato sui (o censurato i) propri allievi? La bizzarra deriva presa da questa campagna elettorale, con il giovane Salvini-san intento a penetrare i segreti delle europee con l’incessante allenamento metti striscione – togli striscione?

O vogliamo forse parlare del contestatissimo season finale del Trono di Spade? Della possibilità che ci siano più buchi nella sceneggiatura di Avengers: Endgame che nelle strade di Roma? Che il nuovo Batman, appena liberato dalla padella vagamente imbolsita di umarell Ben Affleck, sia finito nella brace di Robert Pattinson? Cioè, Robert Pattinson, quello che ha trasformato il mito del vampiro, del signore nella notte, nella versione ancora più glitterata di un miominipony.

Che dite, montiamo su una bella polemica? Una qualsiasi?

Perché sì, gente! Basta con la solita, noiosa costruzione di articoli interessanti. Basta con quel ricercare ogni volta un tema che possa colpire almeno una fetta minima dei lettori più attenti, di quelli che leggono già decine di cose e che devi proprio mirare con l’abilità del cecchino letterario per tirare dalla tua parte, anche solo per qualche dozzina di righe. Basta con i ragionamenti ponderati, con le valutazioni attente e basate sul giusto mix dato da un 80% di conoscenza dei canoni e da un sacrosanto ma comunque umile 20% di gusti personali.

Basta.

Il mondo oggi vuole la disfida, l’un contro gli altri armati. Vuole la scelta di campo. Non è più necessario fare tanta fatica per dire il tuo in modo interessante, accattivante o quantomeno corretto. Non è proprio più necessario dire il tuo, ora basta dirlo ai tuoi. Qualsiasi cosa, purché la sappiano già, purché sappiano serenamente che possono partecipare con zelo eucaristico alla questua dei like sotto ai tuoi post, senza nemmeno leggerli. Soprattutto, senza nemmeno leggerli. Tanto conterranno di certo quel pensiero che loro approvano.

Perché sbattersi non dico a fare cultura, ma almeno contenuti, quando puoi fare il testimonial?

Vogliamo parlare di Greta e del riscaldamento globale? Che c’entra, direte voi. C’entra! Perché un maggio così freddo è proprio figlio del global warming, così come questa intolleranza a qualsiasi opinione che non sia già stata digerita e ammazzata con un robusto amaro è figlia del politically correct, e dei fiori in quei cannoni della discussione che magari lì per lì sono anche belli, ma poi sfioriscono e marciscono in puzzolenti “niente critike, solo komplimenti pls”.

La mancanza di sane litigate sugli argomenti è un veleno, ma ce ne siamo accorti un po’ troppo tardi. La libertà di espressione, che è sacra, si è trasformata nel suo cugino cattivo, la pari dignità di ogni espressione, che è un’idiozia (poter dire quel che vuoi non rende quel che dici degno semplicemente perché viene espresso).

Il pallino della ragione sembra ormai pendere non tanto verso chi magari un po’ ne ha, di ragione, quanto verso il proprietario del social wall su cui si tiene la discussione. “Sei a casa mia” e, come ormai si sa, a casa propria vige la legittima difesa.

Padroni a Zumbeberg… Zuppenberg… Zuckenberg nostro.

O comunque si chiami.

Bene, tirata finita. Ma prima di tornare a dare preziosi pareri al cantiere qua davanti, andiamo a vedere lo spoiler fatto dal titolo di questo pezzo.

Ma anche no. Qui al grafema amiamo scrivere, condividere, discutere, persino litigare. Con tutti. Qui non è posto per mura e porte chiuse e per pareri sedimentati come peperonate mangiate a mezzanotte, è posto per quelle discussioni gustose, quelle a cui lasci sempre lo spiraglio di possibilità perché ti possano cambiare, forse, almeno un po’.

Fare cultura è anche questo, imparare di nuovo a litigare in modo sano, soprattutto con quelli che non la pensano come noi.

Per quel poco che possono capire.

No scherzo, volevo vedere se eravate ancora attenti.

Buon nuovo mese di novità targate Il Grafema, faremo di tutto per darvi ottimi, succulenti motivi per appassionarvi e discutere.

Promesso.

 

Fonte foto: Facebook.

Giorgio Arcari

Direttore editoriale

Classe 1980. Milanese di nascita e di fretta e romagnolo di tappa o forse di arrivo. Da bambino ho deciso che avrei fatto lo scrittore, da grande.
Curo l'editoriale Grafemi e Nuvole, scrivo racconti e recensioni di film e serie tv.
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