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Le passioni di Zia Elvira

Rubrica: Vite d’altroquando

Con Denny Boodmann T.D. Lemon Novecento sono andata sul sicuro, ma Zia Elvira? Zia Elvira la conoscete?

È morta qualche tempo fa, anziana, con la sigaretta tra le labbra sottili, seduta sul trono di vimini che da decenni ospitava il suo sedere ingombrante.

«Un grande sedere per una grande personalità» ha detto qualcuno una volta.

Severa, dura e senza peli sulla lingua, la trovavi girovagare nel bosco di carrubi da lei piantati e cresciuti, vestita di soli caftani leggeri, con i quali si immergeva nella grande piscina senza mai dividersi dalla sua sigaretta.

Una grande passione per lei, oltre alle sigarette, appunto, sono sempre state le storie di famiglia.

Per ascoltarle e raccontarle meglio, nel suo giardino-bosco, attorno ai tronchi più possenti, aveva fatto montare delle panchine circolari di ferro battuto che ancora oggi mantengono la funzione di confessionale. Un’idea geniale, perché quando sei seduto con la schiena appoggiata alla pianta sei molto vicino alla persona che ti sta a fianco ma non la vedi, il tuo sguardo è rivolto al bosco attorno, quindi è a lui che racconti segreti, storie. Fai confessioni.

«Quello che dici ai carrubi, rimane ai carrubi» diceva.

Per non parlare delle saponette!

Zia Elvira era stata chiara, a un mese dalla sua morte dovevamo unirci tutti nella sua casa, riaprire le finestre, far rivivere il giardino, lasciare che il vento portasse in giro le nostre storie su di lei. E così abbiamo fatto.

In quell’occasione, grazie ad Antonio e Olivia, suoi nipoti, ho scoperto il cimitero delle saponette: un armadio pieno di mattonelle bianche identiche e profumate.

Zia Elvira odiava la schiumetta che si formava attorno alle saponette e aveva quindi ordinato ai suoi domestici di metterne di nuove ogni mattina. Non è mai venuta a sapere che, d’accordo con i nipoti, invece di buttarle mettevano in un armadio le saponette usate e le riprendevano poi per fare il bucato, la schiuma e un sacco di altre cose.

Nel giorno del mesiversario, Antonio ha sostituito le saponette con le bottigliette di plastica per evitare di continuare con quello spreco. Nel momento in cui si è accorto della gravità della sua azione, in piena notte, è corso a buttare tutti quegli aggeggi moderni.

La mattina nel bagno degli ospiti c’era una piramide di saponette pronte per essere scartate.

Se la volete conoscere leggete Così è la vita, di Concita De Gregorio.

Dev’esserci stata anche lei a quella festa con le saponette.

Gloria Perosin

Redattrice
26 anni, nomade e stabile a fasi alterne. Veneziana di nascita e crescita, riminese adottata. Mi piacciono: i cambiamenti, i traslochi, i gatti, le ortensie blu, le arti visive, il caffè americano, le mie piante.
La mia rubrica è Vite d'Altroquando.
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