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La serata Over 30

La serata over 30.

Mi ha chiesto Coso se ho voglia, uno di questi venerdì di andare alla serata Over 30 in disco. Fanno queste serate già da un po’. Di solito il venerdì. Perché – come a 20 anni – il sabato si esce in coppia. O si sta a casina, meglio.  Ci si alterna. Un venerdì Egli e quello dopo Essa. Con le cumpe di Esse o Essi. Come a 20 anni. Se questo venerdì sto io coi figli, il prossimo stai tu e io esco coi raga. Assieme mai!

“Ci vado per rinverdire i tempi in cui ci divertivamo appalla. E che musica!”

Coso mi ha detto che ci si diverte un casino, come allora! La musica dei ’90. Tutte le vecchie facce…

Aspetta.

Io nei ’90 mi rompevo i coglioni da morire. La musica mi faceva vomitare: Corona, La Bouche, Cappella, Technotronic, “Pump up the jam-pump it up-while your feet are stompin…” Se ripenso a questi orribili motivetti con la cassa in 4 mi tornano su brutali bolle di cuba libre col Pampero o terrificanti retrogusti di Gordon’s + tonica, che al risveglio della domenica venivano soffocati da abbondanti passatelli in brodo di pollo preparati dalla mamma. Ricordo una ininterrotta teoria di sguardi in cagnesco alle processioni bordopista di fanciulle che giammai me l’avrebbero, non dico data, nemmeno raccontata o alle transumanze di manzi con più muscoli, meno panza e più gel di quanto mai avrei potuto sperare. Io, che avevo la presunzione di sentirmi più ganzo e cool e profondo e maledetto ma che – al contrario di loro – non limonavo mai. Presente?

Adesso dopo più di 20 anni dovrei rivedere le stesse facce su corpi appesantiti, calvizie incipienti o conclamate, fianchi sgonfiati sostenuti da tiranti gibaud, push up in cemento pressofuso catramato. Dovrei veder sfilare un carnevale di matrimoni falliti e libidini adolescenziali riesumate di fresco. Dovrei confrontare il mio deterioramento psicofisico con quello altrui e magari constatare che l’incontrollabile bradisismo del mio girovita è terribilmente peggiore di quello del tizio o del tale che già quattro lustri fa mi surclassavano. Oppure vedere che sono passato dalla totale indifferenza del genere teen all’altrettanta del genere milf, senza soluzione di continuità. Dovrei assistere a schermaglie di conquista frettolosa dettata dall’ansia di concretizzare per sparare le penultime cartucce residuali di prestanza sessuale. E osservare tutto ciò appoggiato come allora alla colonna senza neanche il conforto di molteplici long drinks in ragione di una morigeratezza indotta dal “non ho più il fisico”. No, no. Non vado. Meglio restare nei più sicuri lidi del divano, fronte tele, sintonizzato su “Com’è fatto”, il mio programma preferito dove tutto, prima o poi, finisce inevitabilmente e inesorabilmente, in un’enorme tramoggia.

Gianni Bardi

Redattore
Ex attor giovine, ex frontman del gruppo rock Vicks & the Kleenex, comico nell’ensemble sammarinese Le Barnos e da qualche tempo in proprio come monologhista.
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