La mummia 2017

Diretto da Alex Kurtzman
con Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis e Russell Crowe

Al di là del fatto che ho visto tutti i film della precedente saga de “La mummia” con Brendan Fraser e che quindi ero curiosa di vedere il nuovo reboot, ciò che seriamente mi ha spinta a guardare questa nuova Mummia in realtà è stato solo un nome: Tom Cruise.

Quando mi hanno detto “è con Tom Cruise”, ho alzato il viso da ciò che stavo facendo e ho esclamato incredula: “Tom Cruise?! Che diamine c’entra con la mummia?”

Ebbene, ci azzecca poco o nulla in effetti. Abituati ai suoi film rocamboleschi e dalle azioni combattive fino all’ultimo respiro, vederlo in mezzo a mummie/zombie e investito di una simbologia antica, quale quella che lo vuole legato a Seth, il dio egizio della morte, provoca nello spettatore un effetto straniante.

Questo film ha ricevuto molte critiche per questo motivo, ma anche per altri, vuoi perché Cruise gli ha voluto dare la solita piega alla mission impossible, vuoi perché la prigione della mummia questa volta si trova in Mesopotamia, precisamente in Iraq, mentre in Egitto nemmeno ci mettono piede.

In effetti, ci sono particolari che andrebbero migliorati o che sanno un po’ di ridicolo (ad esempio il fatto che Russell Crowe impersonifichi il famoso Doctor Jekyll del celebre romanzo di Stevenson – insomma che ci sta a dire?), tuttavia non per questo boccerei l’intero film.

La trama è stata ben ordita, è ricca di colpi di scena e scorre bene dall’inizio alla fine. Tom Cruise in fin dei conti il suo lavoro lo sa fare e una novità mi ha piacevolmente sorpresa: la mummia questa volta è una donna. Impersonificata dalla bella Sofia Boutella, la sua storia è meno banale di altre. C’è sempre la lotta per il potere e per governare sull’Egitto, ma ciò che spinge Ahmanet (questo il nome della principessa egizia che verrà poi mummificata viva e rinchiusa in una prigione negli abissi della terra) a uccidere il padre-Faraone e a vendere la propria anima a Seth, è il simbolo della condanna subita per millenni da qualsiasi donna della Terra. Ahmanet era destinata a essere l’unica erede del Faraone, quindi regina assoluta di tutto l’Egitto, fino a quando una concubina del padre dà alla luce un figlio maschio.
A quel punto non vale più a niente essere forte, astuta, intelligente, pronta a prendere le redini del regno. Non vale a niente essere nata prima. È arrivato il figlio maschio, quindi lei non serve più a nulla.

La sua vendetta per questo sarà non solo crudele, ma mortale e senza redenzione.
Un film dunque che si dipana sull’eterna lotta tra male e bene e che analizza con sorprendente determinazione la sottile linea che separa l’odio e l’amore che albergano dentro ognuno di noi. I personaggi di Tom Cruise e Russell Crowe sono in fondo emblema di questo dualismo (Crowe, come detto, nei panni del Dr. Jekyll e Mr Hyde e Cruise come ladro di tesori antichi, ma al tempo stesso uomo di cuore pronto a salvare la vita dei suoi amici), così come lo è la stessa Ahmanet dilaniata dall’amore per il padre e dalla gelosia che la porta ad ucciderlo.

Ogni persona è un miscuglio di tenebra e luce e per questo significato che traspare chiaramente da ogni fotogramma, mi sento di voler premiare questo film pur con le sue debolezze.
I costumi sono curati, la scenografia e la fotografia molto efficaci e danno a tratti un tocco poetico – in particolare quando viene mostrato il deserto e viene dato uno sguardo sull’antico Egitto – che non guasta. Per quanto riguarda la parte horror, ne troverete ben poca, se non quasi nulla. Personalmente, quando vedevo Cruise sballottare qua e là pezzi di mummie e zombie mi scappava da ridere.

Però l’intreccio è superbo, basti dire che sono riusciti addirittura a inserire i crociati e il ritrovamento di una loro tomba sotto Londra. Niente male.

Insomma un bel film che, Cruise a parte, merita sicuramente una visione.

La nostra opinione...

voto-Grafema-4-5

Frase distintiva: citando Spiderman, da un grande potere derivano grandi responsabilità.

A chi lo consiglio: agli appassionati di leggende e storie antiche.

Abbinamento suggerito: tè verde ghiacciato.

Francesca Delvecchio

Caporedattrice
Grande appassionata di scrittura e letteratura, mi sono laureata in Lingue straniere e in Lettere. Da sempre incuriosita dal mondo del web e dell’informatica, mi dedico ora al Web design e alla Comunicazione.
La mia rubrica è Prospettive letterarie.
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