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La cultura è cosa di strada

Editoriale: Grafemi e Nuvole
N. 02 – 12 giugno 2017

Corri corri corri. La prima settimana qui in redazione possiamo riassumerla così.

Qualche scricchiolio del sito da sistemare, articoli da correggere, giornate da programmare, rubriche da lanciare. Soprattutto, sette giorni un po’ con il cuore in gola nel proporvi questa scommessa, in attesa di una risposta.

Che è arrivata. Siete stati tantissimi. Avete letto, apprezzato, commentato, lasciato auguri e battute che ci hanno travolti e commossi. Grazie, grazie infinite. Possiamo ricambiarvi nel solo modo che conosciamo, continuando a condividere con voi le nostre passioni. In arrivo, quindi, nuovi articoli e rubriche ogni giorno. Non pensavate certo che le novità fossero già finite, vero?

Ringraziamenti d’obbligo e di cuore, ma aprire la settimana con l’editoriale mi permette anche di cominciare a presentarvi Il Grafema. Il magazine letterario è una porta, una via di comunicazione. Un mezzo, che già amiamo moltissimo, ma pur sempre un mezzo.

La cultura, infatti, è cosa di strada. Una parola che deriva da coltivare, far crescere. Una parola che affonda le sue radici nella terra, bagnata dalla luce e dalla pioggia. Proprio dove vogliamo portarla: tra le persone, nelle strade, nelle piazze, nelle spiagge. Questo è il destino dell’arte, della creatività, della ricerca del sapere e del bello. Un progetto che rimane sul web o addirittura sulla carta potrà anche toccare gli argomenti più interessanti o raggiungere vette alle quali per ora soltanto aspiriamo, ma alla fine si limiterà a parlarsi addosso. A meno che non serva appunto a coinvolgere quante più persone possibile, in primo luogo quelle che già non ne vivono la passione. In altre parole, non funzionerà mai fino in fondo fino a che non riuscirà a diventare Pop. Non storcete il naso, è un termine bellissimo. Quasi tutti i più grandi lasciti di cultura arrivano da artisti incredibilmente pop. Pensate ai teatri di Shakespeare e di Goldoni e di Molière, pieni di nobili e di contadini, venditori di spuntini e borseggiatori che tra un cliente e l’altro si lasciavano emozionare dalle opere recitate sul palco. Pensate ai mille e mille anni di bardi e cantastorie che viaggiavano attesissimi da un paese all’altro, dalla corte più nobile alla piazza più umile. Pensate alla lirica, oggi ridotta in modo miope a cosa “da signori” e che invece nasce per emozionare e infiammare lo spirito delle persone, tanto da diventare uno dei megafoni del nostro Risorgimento.

Insomma, non aspiriamo certo a risultati così grandi, ma vogliamo fare la nostra parte. La nostra piccola, sorridente e divertita parte. Per questo alle spalle del magazine c’è la nostra Associazione, Il Grafema: per arrivare a parlare con quelli che con la parola scritta ancora non hanno troppa confidenza, che ne sono un po’ spaventati, magari un po’ annoiati. Per far loro cambiare idea. Si dice che in Italia ci sia un “five million club”, il club dei cinque milioni di italiani che leggono almeno un libro all’anno. Bene, a noi i club esclusivi non piacciono e ci dispiace sapere quanto di bello tutti gli altri si stanno perdendo. Andiamo a dirglielo.

Per fare questo abbiamo bisogno di aiuto. “Ecco che batte cassa”, penserete voi. No, niente di così banale. Vi chiedo molto di meno e al contempo molto di più. Amate i libri, l’arte, la letteratura, il teatro o quale sia la sfaccettatura della parola cultura che preferite? Investite qualche ora con noi, in quello che amate. Qui sul sito trovate tutti i nostri contatti: chiamateci, venite a trovarci. Ci sono presentazioni da organizzare, scrittori da far conoscere, libri da leggere ad alta voce tra le persone, aperitivi da ridere prima ancora che da bere, non-lettori convinti da sorprendere. Una piccolissima, enorme rivoluzione. Cominciatela con noi.

Giorgio-Arcari

Giorgio Arcari

Direttore editoriale
Classe 1980. Milanese di nascita e di fretta e romagnolo di tappa o forse di arrivo. Da bambino ho deciso che avrei fatto lo scrittore, da grande.
Curo l'editoriale Grafemi e Nuvole e la rubrica Pillole di scrittura.
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