La bambina – Cristiano Sormani Valli

Ed. Moretti & Vitali

Oggi vi parlo di un libro svelto, energico, che si fa leggere in poche ore e che riesce allo stesso tempo a racchiudere una intera narrazione epica.

La Bambina è, a tutti gli effetti, un fantasy. Di impostazione classica, per di più. Parla dello scontro eterno tra bene e male, della possibilità di scelta che ognuno di noi ha e di quanto questa non sia illimitata. Parla del farsi artefici del proprio destino e del destino che a sua volta ci forgia in una strada ben precisa, esperienza dopo esperienza. Parla di luce e parla di ombra e di come l’una non possa esistere senza l’altra. Insomma, tutte cose di cui si parla dalla notte dei tempi, direte voi. E grazie, ci sarebbe da rispondere: è la natura umana, quella in ballo.

La vicenda segue il viaggio iniziatico della Bambina, Nina, Naledi, Sherazade e gli altri mille nomi che si assegna, alla ricerca della sua natura e identità, del suo posto del mondo e della sua missione. La narrazione non lascia spazio a spiegazioni inutili, a premesse e a tentativi di acquistare la credulità del lettore. Tutto viene presentato schiettamente, dalle focacce irrimediabilmente al sicuro dietro le vetrine dei fornai ai pacchetti di patatine che scompaiono a mezz’aria, dalle prime cotte dell’adolescenza alle gemelle mostruose e maligne, emanazione del Male stesso.

L’autore, con una decisione che sembra riecheggiare quella dello Shadow in American Gods di Gaiman (Credi. A cosa? A tutto!), ci trasporta senza preavviso in un mondo che è il nostro, ma che allo stesso tempo accetta le regole del gioco di fedi, miti e leggende che si mescolano furiosamente ma con una sorprendente armonia. Paradiso e inferno e il tao, angeli e demoni, le risonanze delle leggende dell’est europa, la Kabala, tutto serve a creare il fondale davanti a cui l’autore (che è anche attore e autore teatrale e si vede) fa recitare i personaggi. Anche loro mirabilmente umani, soprattutto quando si trovano a confrontarsi con quanto meno di umano alberga in loro. Come per la storia, non ci troviamo di fronte a lunghissime descrizioni: l’autore li disegna con pochi tratti di penna, quasi esclusivamente attraverso le loro azioni. E stesso discorso, per concludere, con l’ambientazione. La Città non ha un nome, non ha una posizione. Potrebbe essere ovunque nel mondo, in effetti. La capacità dell’autore è quella di farci sentire storia e personaggi al di là della loro natura fantastica, estremamente vicini a noi. Quindi viene automatico pensare all’Italia, a indovinare dietro a brevi riferimenti scorci di quella che potrebbe esser Genova. O forse Napoli. Basta però fermarsi a riflettere un attimo per rendersi conto che potrebbe anche essere tranquillamente Rio oppure, che so, San Francisco. La capacità in questo caso dell’autore di tracciare una ambientazione “assoluta” è veramente notevole.

Così come è notevole la quantità di riferimenti e suggestioni che la sua scrittura porta. In parte sicuramente voluti, in parte frutto della dimensione “epica”, di scontro tra bene e male, della narrazione. La scrittura agile, senza fronzoli, contribuisce inoltre a solleticare il lato più pop (inteso come complimento) e cinematografico (inteso come grande complimento) di queste suggestioni. Così, una delle prove che La Bambina si trova davanti riecheggia moltissimo il Luke Skywalker che si avventura dove il lato oscuro è potente, durante il suo addestramento su Degobah. Così ci sono flash, immagini che si sovrappongono del finale del libro e di quello di Matrix: Revolutions. Il mondo dove la normalità e il soprannaturale convivono, dove bene o male è questione non solo di natura quanto di scelta, ci porta alla saga dei Guardiani di Luk’janenko. Valli però non si limita a dare una ennesima, per quanto personale, versione di un “mito archetipico”. Lo smonta, lo rimonta, aggiunge la sua personalissima visione del destino, generoso e spietato a un tempo, la impasta con passaggi che virano su dimensioni oniriche, colme di simbolismo.

Il risultato è un romanzo originalissimo, che si legge (e che merita di essere letto) tutto d’un fiato. Arrivati in fondo alla lettura vi accorgerete di avere la sensazione di aver trascorso il lungo tempo di un lungo viaggio insieme alla Bambina, anche se la storia si dipana tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, e che già le volete bene.

La nostra opinione...

voto-grafema-4

A chi lo consiglio: a chi vuole riempirsi gli occhi di mondo.

Abbinamento suggerito: Mai Tai.

Giorgio Arcari

Direttore editoriale

Classe 1980. Milanese di nascita e di fretta e romagnolo di tappa o forse di arrivo. Da bambino ho deciso che avrei fatto lo scrittore, da grande.
Curo l'editoriale Grafemi e Nuvole, scrivo racconti e recensioni di film e serie tv.
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