Grafema Magazine Letteratura

Il privilegio della letteratura

Rubrica: Prospettive letterarie

«Ecco il privilegio della letteratura» ho detto. «Le immagini si deformano, impallidiscono. Le parole, invece, uno le porta con sé». (Una donna spezzata, Simone de Beauvoir)

Sì, direi che in questa frase è racchiuso il fulcro di ciò che vorrei trattare in questa rubrica.

La letteratura è un mare immenso, in cui fin dai tempi della scuola mi son ritrovata a navigare. È un mondo dalla fama spesso irrequieta. Viene tacciato di essere noioso, antiquato, inutile, ma ci si rende poco conto di quanto la letteratura pervada, invece, la vita di tutti i giorni. In essa vivono i libri di narrativa e non solo, i racconti, le poesie e la storia calcolata in secoli che dietro loro sussiste.

Mi sono ritrovata ad amarla quasi inconsapevolmente. Partendo dall’ansia di doverla studiare per dovere, mi sono poi appassionata, scoprendo come le sue onde riuscissero a trastullare la mia fantasia, che si è trasformata in curiosità e in una costante febbre che non mi fa mai dire basta. Alle superiori, bisogna dirlo, ho avuto degli insegnamenti costanti e intensi, che mi hanno fatto capire quanto spesso ci si fermi alle apparenze di un testo scritto o di un’opera e quanto ciò sia sbagliato. Il mondo e il mestiere degli insegnanti non va mai sottovalutato, tra le altre cose. Un insegnamento interessato e avvincente, per quanto possa essere duro e faticoso, è l’unico che resta, quando scorrono gli anni, ed è l’unico che ti fa ricordare con nostalgia la scuola. Quegli anni in cui quasi detestavi andarci, ma non potevi farne a meno, non solo per obbligo, bensì per una scelta morale e interiore, viscerale, la stessa che poi ti porta avanti. Per quanto mi riguarda, mi ha condotto a conoscere le Lettere universitarie e il loro universo costantemente foriero di impulsi, elettrodi e gravità di carta e parole.

Dunque sono qui ora a scrivere, spinta ancora da quell’antica passione, da quella curiosità che si rinnova sempre quando leggo un libro, scopro un autore nuovo o riconosco in me una storia, che in passato non avevo compreso. Il mio presupposto è quello di non fermarmi semplicemente davanti al testo scritto, come se fosse una barriera, un muro, ma di andare oltre, scavalcarlo e cercare con occhi sempre nuovi, i significati reconditi, lasciati brillare qua e là dagli autori.

Non sarà un viaggio facile, come non lo è mai quando si intende trattare l’oceano letterario.

Ma in fondo, è proprio questo il bello, no? Partire solo per il gusto di farlo, viaggiare con la mente e il cuore, senza doversi trattenere. Spesso ci si trattiene troppo, pensando di evitare i rischi delle scelte, ma una volta da qualche parte ho letto che vivere senza rischi è rischiare di non vivere. Dopotutto, nessuno ci ha insegnato a vivere, ognuno lo fa come meglio crede e può. Credo sia questa la chiave di tutto: provarci e non mollare mai.

Ciò che desidero, scrivendo questa rubrica, è trovare chi è appassionato come me.

Non so dove mi condurrà questo viaggio, ma so che farà parte di me e nel corso del tempo crescerò scrivendo. Non si smette mai di crescere in fondo, a qualsiasi età ci si ritrovi. Serve semplicemente rendersene conto.

Francesca Delvecchio

Caporedattrice
Grande appassionata di scrittura e letteratura, mi sono laureata in Lingue straniere e in Lettere. Da sempre incuriosita dal mondo del web e dell’informatica, mi dedico ora al Web design e alla Comunicazione.
La mia rubrica è Prospettive letterarie.
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