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Il futuro

È incredibile come si riesca a trovare pace in riva al mare, mentre il sole tramonta e l’acqua ondeggia sui piedi bagnati che trovano la strada da soli.

La sabbia è un pullulare di granelli mossi dai passi di un ragazzo che ha solo un desiderio nella vita. Non sa se si avvererà questo sogno. È, anzi, consapevole delle scarse probabilità che ci sono, ma non può fare a meno di pensarci. In fondo, non importano i luoghi frequentati, le persone incontrate, le ore di lavoro che scorrono. Il suo pensiero è sempre fisso su un punto che non cambia mai: lei.

Sarà che per cert’uni uno sguardo vale più di mille parole, ma quando lui scruta i suoi occhi durante quegli incontri veloci, fugaci, non riesce a trovarci quella scintilla di vita, quell’amor proprio che fin da ragazzina la distingueva in mezzo a tutte le altre.  

​È consapevole che qualcosa deve esserle successo, ma il non sapere che cosa non lo aiuta a fermare la curiosità. Si sente come se non riuscisse più ad essere felice, se non lo è anche lei, se non percepisce che sta bene.

Quando erano piccoli, era relativamente semplice capirla. Le sue espressioni del viso avevano la straordinaria capacità di tradirla sempre e lui aveva imparato a rispettare le sue regole. Ma crescendo una ragazza cambia. Impara la malizia, capisce che è lecito mentire, si nasconde dietro il trucco e pian piano non è più nemmeno quello che la rende diversa, ma è il suo umore, sono i suoi pensieri che nessun uomo è in grado di leggere.

Non credeva sarebbe arrivato il momento in cui anche lui avrebbe faticato a comprendere cosa le passasse per la testa. Che lei avesse dei segreti e che fosse passato il tempo in cui glieli raccontava con quel misto di semplicità e fiducia che hanno i ragazzini, pareva roba dell’altro mondo. Come avevano fatto a ridursi così? Non si parlavano quasi più.

Fissa il mare e col piede schiaccia alcuni sassi di sabbia, che appena sentono la pressione si sbriciolano con facilità, come se non aspettassero altro che tornare ad essere sabbia distesa e piatta.

Mezz’ora dopo è già sotto casa sua, ma il coraggio di bussare alla sua porta non riesce a trovarlo. Poi si convince ad aspettarla. Avrebbe atteso il momento in cui sarebbe uscita o si sarebbe affacciata al balcone e allora, solo allora, come Romeo aveva fatto con Giulietta, le avrebbe dichiarato il suo amore. Sì, avrebbe fatto così, anche a costo di aspettare tutta la notte.
Tanto è estate e non fa freddo.

Si siede vicino ai cespugli di rose sfiorite e pensa che in quel giardino tante volte si erano fermati a giocare, fino a quando la sera la madre la chiamava e lei rincasava.
Ha voglia di aspettare, ma ormai attende invano. Lei non c’è.
È partita, gli dice il padre la mattina dopo, sorprendendolo addormentato in quel giardino che il caldo ha seccato troppo in fretta, nascondendo il verde agli occhi di chi lo cerca.

Ma come partita? E dove è andata? Quando torna? Gli interrogativi lo confondono fino ad accecarlo. Tanto che passano le settimane e lui non si dà pace.
“Forse non tornerà più. È andata a cercare un futuro migliore, in un paese diverso, dove vedono i giovani come una risorsa e non come un peso”. Le parole del padre ancora gli rieccheggiano nelle orecchie, stonate, come una campana rotta.

Essere sulla spiaggia e guardare il mare per lui sono gli unici modi di ritrovare un briciolo di tranquillità. Ma sono giorni e giorni che l'angoscia per la sua stupida e fatale arrendevolezza non gli dà pace. Ogni sera cammina in riva alle onde e immagina di essere tornato indietro: ora vado da lei e le chiedo perché vuole partire. Il crepuscolo rosa e arancione, però, gli ricorda che è troppo tardi e l’attimo è fuggito, un attimo che non c’è mai stato. No, perché... quando è stata l’ultima volta che l’aveva vista?

Ok, basta rammaricarsi. “Ora corro da lei” pensa.
“E se non ti vuole?”
“Se non mi vuole, deciderò che fare... Tanto anche se rimango, non ho altre prospettive. Non ho un futuro roseo che mi aspetta, non ho un piano”.
Esatto, perché oggigiorno il futuro non è lì che ti aspetta, il futuro è il momento che vivi e lo si costruisce passo dopo passo.

 
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Francesca-Delvecchio

Francesca Delvecchio

Caporedattrice
Grande appassionata di scrittura e letteratura, mi sono laureata in Lingue straniere e in Lettere. Da sempre incuriosita dal mondo del web e dell’informatica, mi dedico ora al Web design e alla Comunicazione.
La mia rubrica è Prospettive letterarie.
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