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I mariti affranti e le ossessioni alimentari delle loro mogli

Rubrica: Penna Ridens

Dei vecchi amici sono soliti incontrarsi al bar il sabato pomeriggio e lamentarsi delle loro vite tristi da mariti dimenticati e affranti. Un gruppo di uomini sconfitti dalla vita che cerca il sollievo condividendo le proprie pene e confrontadosi con gli altri sfortunati.
È quasi una gara a chi soffre di più. Tentano la fuga, ma il disastro è dietro l’angolo. E li guarda come un animale da preda. Le mode, le manie, le ossessioni in campo alimentare, chiamatele come volete. Divampano tra le mogli come epidemie e loro ne sono travolti. Non c’è scampo.
«Mia moglie ora è convinta di essere molto più sensibile nei confronti degli animali, pelliccia esclusa ovviamente, e sta meditando di diventare vegetariana. L’altra sera siamo andati a cena in un agriturismo con menu fisso per tutti e ci hanno servito un bellissimo spezzatino di capriolo. Non avete idea di quanto tempo abbia impiegato per convincerla che il capriolo era depresso e si è suicidato gettandosi sotto una macchina in strada. Ho dovuto anche persuadere il cuoco a raccontarle che l’animale era già conosciuto in zona, c’erano già stati diversi tentativi di suicidio… gli abitanti del paese avevano cercato di dissuaderlo, terapie di gruppo, psicofarmaci… ma niente, non ha resistito».
«E come è andata?»
«Ah niente, ottima cena».

«E la mia che è diventata vegana? L’altro giorno ha visto un uovo sodo che mi ero appena preparato e si è messa a piangere! Dai, così non si può vivere. Mi ha fatto sentire in colpa. Mi fa “povera gallina, tutta quella fatica, per colpa dell’uomo che la sfrutta”. Ma povera cosa? Povero io che non vedo più della carne nel piatto. Anch’io mi sono messo a piangere l’altro giorno. Facevo zapping quando mi sono imbattutto per caso in un documentario sui maiali».
«National Geographic?»
«No, era i re della griglia».

«La mia è diventata fruttariana! Mangia solo la frutta già caduta dagli alberi perché anche le piante soffrono. Non lo auguro a nessuno. L’altra sera andavo di fretta, ho preso un chilo di mele alla coop. Poi, siccome erano troppo lucide e perfette, le ho dovute gettare per terra in giardino e sporcarle ben bene di terra. “Cara le ho appena raccolte per te nel campo di un mio amico contadino. Le mele erano già per terra e l’albero non ha sofferto, giuro! Pensa che ero d’accordo col mio amico, è rimasto di vedetta per giorni e mi ha avvisato non appena sono cadute. È veramente un caro amico “. “Ma l’etichetta attaccata sopra?” Fa lei. “Non temere, le multinazionali cattive hanno provato a portarmele via, ma le ho salvate per te. Visto quanto ti amo?”».

«La mia si preoccupa che nel cibo che compriamo non ci sia assolutamente l’olio di palma, che il tè sia equosolidale e non quello raccolto dai poveri bambini indiani sfruttati, che in generale quello che mangiamo non sia prodotto da multinazionali senza scrupoli perché gli scrupoli ce li ha già lei per tutti, che non ci sia glutine da nessuna parte perché, anche se non siamo celiaci, non si sa mai nella vita. L’importante inoltre è che sia tutto Eco e ovviamente anche Bio nonché a km zero, anche se la rottura di balle è a mille. Oramai mi devo prendere una mezza giornata di permesso dal lavoro per accompagnarla a far la spesa!»
«Non mi sembra una cosa così negativa».
«Ti dico solo tre parole. Gallette di riso».
Meglio riderci su e infatti le risate volano grasse. Poi, d’un tratto, squillano i telefoni.
«Sì cara vado io a comprare il sedano biodinamico in offerta al Conad, certo che non mi dimentico».
«Sì amore passo io. Tofu e seitan per la grigliata di domenica? Ma certo, li amo».
«Devo tornare subito a casa che vengono per fare lo shiatsu ai gatti? Va bene arrivo tesoro».
Il tempo delle risate è finito, il gruppo dei mariti affranti si saluta e si dà appuntamento al sabato successivo. È ora di tornare a soffrire, pardon, è ora di tornare a casa.

Frank Calamaio

Redattore
Fin dalla prima infanzia le tracce di inchiostro trovate nel sangue mi hanno portato a capire una cosa: devo smetterla di ciucciarmi le penne!! E comunque fra un analisi e l’altra mi piaceva scrivere… I miei articoli sul Grafema Magazine sono dedicati alla comicità e la mia rubrica è Penna ridens. Leggi la mia biografia oppure