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Gavettone

Rubrica: Sugna: scritti per l’umore e l’assetto lipidico

Più o meno dieci anni fa.
Coi Le Barnos sgomitavamo e giravamo la penisola in qua e in là a far concorsi, provini, laboratori, a far vedere la faccia in giro. Roba che ogni comico, cabarettista, appartenente allo scintillante mondo dello showbiz italiano conosce perfettamente.
Non avevamo ancora fatto l’anelato debutto televisivo.
Ci arriva questa data nelle Marche, in un locale dove si fa cabaret; non il classico ristorante che decide di fare intrattenimento e ti trovi a parlare a nuche chine su cheeseburger e pizze capricciose, coi camerieri che ti girano attorno a prendere le ordinazioni. Proprio uno di quei locali dove PRIMA si cena e POI c’è lo spettacolo; addirittura in una saletta appositamente attrezzata! Questo ci dissero.
Infatti arriviamo al locale e notiamo le vecchie locandine, le foto, il programma della stagione. Ci rinfranchiamo. Poi conosciamo l’organizzatore che diventa in un minuto e mezzo il nostro più grande amico di sempre. Il primo brivido ci viene guardando il camerino: un sottoscala lungo due metri e largo uno dietro il palco. Ci si poteva entrare solo ginocchioni e, altro particolare inquietante, completamente privo di illuminazione. Dovevamo cambiarci tastoni. Va be’, niente di troppo preoccupante…
Andiamo a cena in un’atmosfera gradevole mentre nella sala piena di pubblico trasmettono un ottavo di finale di Coppa Italia fra Fiorentina e Juve. Ottimo; la partita finirà abbastanza presto, becchiamo al volo il pubblico, lo teniamo lì e la serata va da sé.
Ma.
Per alcune intemperanze fra le tifoserie e un probabile tentativo di contatto fra ultras, la polizia interviene solerte con un abbondante lancio di lacrimogeni. L’arbitro (per la cronaca, il Sig. Palanca della sezione di Roma 1), decide di interrompere la gara per un bel pezzetto. Bon, aspettiamo… Solo che il proprietario – per una questione di permessi – ci invita con una certa insistenza a cominciare lo spettacolo, nonostante la partita sia ancora in corso. Cerchiamo di fargli presente che la cosa potrebbe essere un tantinello controproducente, ma niente da fare. “Salite sul palco e cominciate…”
Ok.
Ci infiliamo nel bugigattolo a finire di prepararci poi, più o meno con ancora una ventina di minuti da disputare, la partita viene interrotta, la tv spenta, il maxischermo sollevato e dietro ci sono io, vestito da idiota che esordisco con un “BUONASERA A TUTTI”. Sono pronto a una reazione scomposta con lancio di oggetti, schiamazzi e bestemmie, nonché insulti a tutti i miei antenati e alla mia stirpe futura. Invece accade un fatto inaspettato; con una calma olimpica, i presenti si alzano in un sincrono perfetto, silenziosi, coordinati al millesimo come una coreografia di una sfilata nordcoreana o un’adunata del Reichsparteitag a Norimberga nel ’36, ed escono in buon ordine. TUTTI!
Restano seduti: una coppietta ignara a fondo sala intenta a limonare di brutto e che continuerà a farlo per tutta la durata dello spettacolo.
Un nordafricano ubriaco di fronte a un’ecatombe di bottiglie di Moretti da 66cl che ha parlato ad alta voce per tutto lo show, credo in berbero.
Una coppia di anziani in prima fila che ha seguito lo spettacolo con attenzione e partecipazione encomiabili, ridendo di gusto alle gag che si perdevano nel silenzio siderale della saletta (escludendo le giaculatorie arabeggianti e il risucchio proveniente da fondo sala). Praticamente abbiamo fatto un’ora di spettacolo per loro. L’abbiamo fatto tutto, faticando di brutto, ma dai e dai siamo arrivati in fondo. “GRAZIE E BUONANOTTE”. Due applausi isolati per quanto sinceri.
Ovviamente il proprietario voleva ridiscutere il cachet e alla fine ci ha fatto pagare la cena. L’organizzatore ha fatto fatica a salutarci. Ovviamente.
Mentre caricavamo l’auto con i sacchi contenenti le pive, si sono avvicinati i due vegliardi fans. Ci hanno detto che venivano da una carriera circense, che si erano divertiti e che avevano apprezzato la nostra comicità desueta impregnata di clownerie. Abbiamo ringraziato.
Prima di lasciarci ci hanno stretto la mano e lui, sentendo la pressante necessità di una chiosa come si deve, ci ha tenuto a dirci: “Certo, che avete un bel coraggio” e si sono allontanati nella notte. Tenendosi per mano.

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Gianni Bardi

Redattore
Ex attor giovine, ex frontman del gruppo rock Vicks & the Kleenex, comico nell’ensemble sammarinese Le Barnos e da qualche tempo in proprio come monologhista.
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