Magazine » Exit West, Mohsin Hamid

Exit West, Mohsin Hamid

Distanza dalla propria terra, dal proprio paese, distanza tra le case della stessa città. Distanza tra le persone, tra un "noi" e un "loro".

Exit West è un romanzo attuale più che mai e si posiziona nel mezzo della distanza tra i suoi protagonisti, una distanza che aumenta e diminuisce di continuo, in modo ingiusto e innaturale.

La storia è quella di Nadia e Saeed, giovani innamorati che vivono in un'innominata città mediorientale colpita dalla guerra civile. È la storia della loro fuga attraverso il mondo e attraverso delle porte "magiche" che permetteranno loro di scappare da un tipo di violenza, per arrivare a conoscerne delle altre.

Due ragazzi che imparano a conoscersi, ma nel giro di pochissimi giorni scopriranno anche la paura, la disperazione, la fame, il sesso, che dimenticano quasi subito per lasciar spazio alla sola voglia di sopravvivere.

Mohsin Hamid scrive con delicata accuratezza, è asciutto, essenziale ma premuroso. Le parole che sceglie sono fari in una letteratura che, senza paura e senza un minimo di pesantezza, sensibilizza e lo fa in sordina.

Una volta terminato il libro, che scorre con piacere e si legge velocemente, rimangono negli occhi le due figure protagoniste, Nadia e Saeed, che ritroviamo in quei ragazzi dalla pelle color liquirizia che vediamo sui nostri telegiornali, tra le notizie che fanno rabbrividire.

L'autore sceglie uno strano modo per far viaggiare i personaggi della sua storia, il fatto che siano porte magiche, quindi qualcosa di inspiegabile, invita il lettore a ragionare su quanto ci sia da spiegare riguardo le migrazioni alle quali assistiamo. Quali sono le porte "magiche" dei nostri giorni? Chi le apre? Chi decide?

Nadia e Saeed non appaiono al lettore come profughi o come qualcosa di diverso, ma mantengono la loro identità: quella di donna emancipata e lavoratrice, lei, e quella di lavoratore e figlio, lui.

Mohsin Hamid riesce con estrema semplicità a farci mettere nei panni dei protagonisti perché la storia che racconta inizia con qualcosa di universale, e grazie a questo aggancio di partenza riusciamo ad immedesimarci in loro anche quando parlano di qualcosa che non abbiamo mai vissuto.

È questa la potenza di Exit West: gli occhiali empatici che fa indossare permettono di vedere la storia alle spalle delle persone.

Cosa mi è piaciuto:

I dettagli che infila Mohasin Hamid nel testo.

Vivere l'intimità di Nadia e Saeed, anche quando cambia.

Cosa non mi è piaciuto:

L'evoluzione di Saeed e del loro rapporto.

La nostra opinione...

Voto-Grafema-3-5
Exit West - distanze, distanze ovunque.
A chi lo consiglio: a chi è empatico per vivere una storia intensa, a chi non lo è per aprire gli occhi.
Abbinamento suggerito: acqua, tanta acqua: che disseta, che pulisce, che toglie la polvere.
Gloria-Perosin

Gloria Perosin

Redattrice
26 anni, nomade e stabile a fasi alterne. Veneziana di nascita e crescita, riminese adottata. Mi piacciono: i cambiamenti, i traslochi, i gatti, le ortensie blu, le arti visive, il caffè americano, le mie piante.
La mia rubrica è Vite d'Altroquando.
Leggi la mia biografia, trovami sui social oppure

Ricordiamo che a Ottobre iniziano nuovamente i corsi di scrittura creativa del Grafema. Per informazioni scrivici, oppure visita la pagina dedicata.