Estate

La corsa a piedi nudi verso il mare sembrava inarrestabile, ma si fermò quando Beniamino si incantò a guardare i gabbiani, che volavano in aria come stracci.
Le onde grosse, inquietanti, corrodevano gli scogli ululando al verde tramonto. Osiride alzò gli occhi alla luna già apparsa, interrogandola sul suo futuro, e in essa si immerse, vinta da un irresistibile magnetismo.
L’estate trascorse e il mondo intero sembrava non accorgersene. Dei ragazzi giocavano a calcio sulla sabbia. Probabilmente immaginavano un futuro in televisione. Dietro di loro, la pineta imbruniva dolcemente. D’un tratto, apparizioni intermittenti alle luci dei neon e dolci sussurri e baci e la danza che fa ribollire il sangue, poi lo raffredda quando la notte finisce. La mano di Osiride sui capelli era fresca e lasciava nell’aria una scia di sale. Tutto il resto era tremendamente azzurro, come i pensieri più chiari che Ben poteva pensare mentre guardava la ragazza e che non riuscì a dire, perché erano fatti di nuvole.
Suonò una campana e l’aria fu scossa dal pensiero che quei momenti sarebbero finiti. Allora l’abbraccio lasciò il posto ai sorrisi e fu come salutare se stessi un’altra volta, abbandonare un microcosmo che aveva cullato dei sogni e, cristallizzandoli, li aveva avverati per sempre.
Lo sguardo di Ben e Osiride si perse sull’orizzonte, che restava calmo, come sempre.

Luca Severi

Redattore

Sagittario, nato nel 1984. Laureato in Filosofia, nutro una grande passione per la scrittura, il running e l’arte del cazzeggio. Adoratore della senape.
Per il Grafema Magazine scrivo articoli di cultura, racconti e recensioni.
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