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Estate è il più poetico dei mesi

Editoriale: Grafemi e Nuvole

Come dite? Estate non è un mese e soprattutto è una parola femminile?

Concedetemi un pizzico di licenza poetica, per l’appunto. Vi dimostro subito la mia tesi.

“Ah, crudele, estate crudele, che mi lasci qui abbandonato a me stesso […]”

“Posso ammirarti, la tua bronzea pelle splendente nel sole, i capelli levàti a liberare il viso […]”

“E quel sentimento d’estate prenderà possesso del tuo spirito, un giorno, nella tua vita […]”

Pavese? Montale? Magari un pizzico di sensualità Dannunziana? Niente di tutto questo, in effetti sono estratti di tre canzoni degli anni ’80: Cruel summer delle Bananarama, The boys of summer di Don Henley e That summer feeeling di Jonathan Richman.

Ecco, l’estate rende tutto più bello, più letterario, più poetico, persino gli anni ’80. Con una opportuna traduzione.

Così, non vi voglio parlare del caldo, dell’afa che rende matti e ti porta a umanizzare per poi offendere in maniera sanguinosa la mamma di un temporale che tarda a scoppiare – peraltro cosa che ho sentito giusto ieri sera con le mie orecchie, urlata dagli spalti dei colli romagnoli –, delle ferie che non arrivano, della noia degli ombrelloni.

Voglio raccontarvi di come questo sole crei miraggi e fantasie, di come i colori solletichino la fantasia creativa, di come questo sia il lungo mese (tre al prezzo di uno, un affare) della creatività. Certo, magari anche una bella insolazione con conseguente carbonizzazione di qualche sinapsi aiuta a vedere cose strane e sorprendenti, ma tutto fa brodo nella lunga estate calda della creatività.

Estate è il mese dei mille festival in giro per l’Italia, dei banchetti di libri agli angoli delle strade. Il mese in cui, sulle spiagge infestate da Despacito, persino un harmony pescato dalla cesta dei bagnini assurge al pantheon delle valide alternative letterarie.

A proposito, ci ho provato a trovare una frase evocativa anche in Despacito, ma non è stato possibile. Estate è mese poetico, mica dei miracoli. Ma transeat.

L’estate del Grafema è cominciata alla grande con la fiera di San Giovanni, tra libri e pietra bollente, e continuerà sul campo e sul Magazine. Ci troverete qui e là, vi avvertiremo per tempo, con la nostra riserva speciale di libri salvati, con presentazioni ed eventi. Il Magazine invece non si prenderà neppure un giorno di pausa. Ogni giorno cose belle, articoli, racconti e molto altro ancora per farvi viaggiare e dimenticare il caldo ovunque voi siate. Per andare oltre le città svuotate, gli ombrelloni ricolmi, oltre gli harmony.

O forse, tutto questo è un piano malvagio per instillare in voi un riflesso pavloviano.

Sentite Despacito.

Anelate l’evasione.

Aprite il Grafema Magazine.

Ripetere a piacere.

Forse sarà così, forse no. Però dovete ammettere che siamo una gran bella via di fuga. Fossi in voi correrei a condividerla con gli amici. C’è anche l’apposito tasto sulla pagina Facebook: “invita amici”.

Aiutateli a entrare con il giusto spirito nel più poetico dei mesi, l’estate. Noi faremo di tutto perché ne valga la pena.

Ora però scusate, c’è una certa canzone che dobbiamo far mettere a ripetizione su tutte le radio da spiaggia.

Buona estate con il Grafema Magazine.

Giorgio-Arcari

Giorgio Arcari

Direttore editoriale
Classe 1980. Milanese di nascita e di fretta e romagnolo di tappa o forse di arrivo. Da bambino ho deciso che avrei fatto lo scrittore, da grande.
Curo l'editoriale Grafemi e Nuvole e la rubrica Pillole di scrittura.
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