Magazine » Equilibrio

Equilibrio

La tua penna lascia linee come fili sulle pagine bianche.
Fanno curve e diventano parole, con la gomma le cancelli, provi a riscriverle e goccioline di sudore si formano sulla fronte. Non è mai stato così difficile.
Lasci penna e foglio e scappi via.
Sogni di camminare sospesa a un filo, teso sopra i tetti della città, come un funambulo.
Cammini disinvolta e sorridente.
Godi degli applausi che scrosciano dalle mani di chi ti guarda da sotto.
Un passo dietro l’altro con agilità. Tacco, punta, tacco, punta. Sorridi, senza imbarazzo.
Volgi lo sguardo lontano per darti un’aria sicura e distaccata.
Fissi un punto che vorrei conoscere anch’io.
Quando raggiungi tali altezze, appari diversa, sicura di te. Per l’occasione ti trucchi gli occhi. Senza esitazioni non guardi dove il piede va ad appoggiarsi e la gente esclama - Deve esserci un trucco! - qualcuno invece sussurra - Che brava - e tu sei al massimo del vanto.
Poi ti fermi, il filo oscilla, la barra nelle tue mani ondeggia, la gente dal basso mormora - Oooooh - e tutti allargano gli occhi. C’è chi stringe le mani, chi fa un passo indietro. Qualcuno prega che in quel momento tu non cada, che tu possa arrivare alla fine del filo. E alla fine del filo ci arrivi, sempre.
Ma alla fine del foglio no, non ci arrivi. È diverso. Sul foglio le linee fanno giri strani e tu precipiti dentro un buco bianco. Il filo lasciato sul foglio si aggroviglia e cede, il discorso non regge, perdi l’attenzione, vacilli e cadi. Nessuno prega per te. Rimani con quelle parole in testa, che quando sono uscite dalla bocca non sembravano quelle che avevi in mente. L’applauso non parte. Qualcuno tira pomodori. Provi imbarazzo e senti goccioline di sudore sulla fronte. Corri via.
Vorresti camminare sulle parole come fossero fili tirati. Invece no. Se ne fossi capace, dalla tua bocca non uscirebbero parole ingiustificate e senza senso, le idee non resterebbero impigliate negli anfratti della tua mente e le guance non si colorerebbero di rosso, come le volte che provi a esprimere la tua opinione in presenza di altri. Se le parole stessero ai tuoi piedi come quel filo, ti sentiresti sicura ed elegante. Ti coloreresti gli occhi e le labbra e guarderesti lontano verso quel punto che sai solo tu, per darti un’aria sicura. La tua penna come quell’asta ti aiuterebbe a trovare l’equilibrio, invece di risvegliare ferite, e la gente esclamerebbe - Stupenda! -
Non prenderai per molto tempo una penna in mano.
Non parlerai per anni davanti alla folla. Povera ragazza.
Ti prego, siediti di nuovo! Riscrivi, cancella, traccia ancora linee che sembrino parole.
Guarda lontano, cerca quel punto che sai solo tu, e aspetta!
Come un funambulo sulla fune, muovi i tuoi primi passi incerti, continua a provare, le parole giuste arriveranno.
Se non saranno parole, saranno segni, graffi, macchie di Rorschach che esprimono te. Credi che non valga la pena?
Invece te ne sei andata, mi ha detto qualcuno. Ti hanno visto andare via con il Grande Circo, non ti sei nemmeno girata una volta indietro mentre il Carro partiva.
Avrai sicuramente stretto gli occhi e guardato lontano per darti un’aria sicura.
Io qui a intrecciare linee sul foglio come se fossero funi per restare in equilibrio.

Ricordiamo che a Ottobre iniziano nuovamente i corsi di scrittura creativa del Grafema. Per informazioni scrivici, oppure visita la pagina dedicata.

Angela-Faraoni

Angela Faraoni

Redattrice
Sono del segno dei gemelli. Amo i colori, ma anche il bianco e nero. Amo osservare i particolari, ma anche rinchiudermi nel mio mondo e non esserci per nessuno.
Per il Grafema Magazine scrivo racconti.
Leggi la mia biografia, trovami sui social oppure