Dirk gently – agenzia di investigazione olistica

Quando si tocca un mostro sacro è inevitabile che si senta qualche brivido, qualche preoccupazione. Quando poi il mostro è uno dei più sacri di tutti il timore iniziale è ancora più alto.

Douglas Adams è il mostro sacro di oggi. L’autore geniale, scomparso nel 2001 a soli 49 anni, è stato uno dei più influenti dell’ultima frazione del ‘900 e ne parleremo prestissimo sul Grafema Magazine. Della preoccupazione, invece, parleremo subito. È uscita infatti la prima serie della trasposizione in serie Tv di una delle sue opere più famose, le imprese del detective olistico Dirk Gently.

Operazione riuscita e preoccupazione fugata, ve lo dico subito per tranquillizzarvi. La serie si discosta coraggiosamente dalla trama dei romanzi, mantenendone intatte tutte le qualità che li hanno resi famosi e amati da milioni di persone.

La trama, nella sua assurda complessità, è molto semplice: tutto è collegato. Dirk non è un energumeno, non sa sparare, non sa fare a botte, non è un segugio. Non ha insomma alcuna qualità che collegheremmo al tipico detective hard boiled. Ha solo due cose: una sconfinata, straordinaria sensibilità e la convinzione profonda che sia l’universo a guidarlo. Tanto basta a catapultarlo, solitamente con sua grande sorpresa, in un vortice di avvenimenti sempre più assurdi nei quali realtà e sovrannaturale si fondono e si confondono, nei quali i personaggi più incredibili prendono il loro ruolo con chiarezza e credibilità.

Quindi non stupitevi se nel mondo di Dirk Gently incontrerete gattini pucciosi stranamente imparentati con squali feroci, viaggiatori del tempo, vampiri energetici buoni ma casinisti e profondamente ignoranti, macchine scambiatrici di anime, cani molto umani, umani molto canini, servizi segreti deviati che deviano altri servizi segreti deviati, amicizia tra una spietata assassina olistica e la sua vittima e chi più ne ha più ne metta. Tutto è collegato e tutto viene brillantemente svelato nelle otto caotiche puntate che compongono la prima serie, fino al finale aperto che ci lascia in bocca la voglia delle prossime puntate (la seconda stagione, dieci episodi, è già stata confermata).

La serie, creata e sceneggiata da Max Landis (il giovane sceneggiatore del fortunato film Chronicle) rispetta il lavoro di Adams anche su un altro livello: per quanto piena di siparietti comici e assurdi, contiene anche una serie di riflessioni sorprendentemente profonde su diverse tematiche. La solitudine, la menzogna e le conseguenze delle proprie azioni, la perdita dell’innocenza e il male commesso con le migliori intenzioni (così come il bene “commesso” con le peggiori). Non manca neppure lo sguardo divertito su quello che oggi chiamiamo “complottismo”, che era uno dei tanti aspetti dell’opera di quell’adorabile e romantico scettico che era Adams.

Anche il cast è stato scelto con grande cura. Samuel Barnett è un perfetto Dirk Gently, britannico gentile e delicato perso negli States. Elijah Wood (sì, il Frodo de Il signore degli anelli) è Todd, fattorino schiacciato dal peso delle sue menzogne che diventerà, suo malgrado, assistente e amico dell’investigatore. L’alchimia tra i due attori e (pur in misura minore) tra i personaggi secondari è molto forte e contribuisce efficacemente a lasciar percepire quei dolori e quelle cose irrisolte che li agitano appena sotto la superficie scanzonata e divertente.

Per concludere, una serie da guardare assolutamente. Prodotta da BBC America è peraltro distribuita da Netflix, quindi potrete guardare tutte le puntate di fila senza dover attendere.

Lo so, vi ho rovinato un’altra notte di sonno.

Scusate.

La nostra opinione...

voto-Grafema-4-5

Tutto è collegato.

A chi lo consiglio: a chi ama la comicità surreale, a chi non si spaventa davanti a una trama intricata e inizialmente sconcertante, a chi ama i personaggi sui generis.

Abbinamento suggerito: un luuuuuunghissimo caffè, che vi terrà compagnia nella notte di binge watching che dedicherete a questa serie.

Giorgio Arcari

Direttore editoriale
Classe 1980. Milanese di nascita e di fretta e romagnolo di tappa o forse di arrivo. Da bambino ho deciso che avrei fatto lo scrittore, da grande.
Curo l'editoriale Grafemi e Nuvole e la rubrica Pillole di scrittura.
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