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Destinatario senza tempo

3 Settembre, di quando vuoi tu.

Ti ho sentita, sai?

Ho sentito anche la rupestre lista di nomacci che hai detto, credendo forse di essere sola.
Non sono affatto adatti a una signorina!

Ad ogni modo ti scrivo per dirti che mi dispiace, mi dispiace tanto piccola mia.
Ma devo ammettere che in fondo sono felice, sono grato alla vita perché ha fatto in modo che ti accorgessi di me. È da tanto che ti guardo crescere nella speranza che un giorno saresti stata consapevole.
Consapevolezza, piccola mia, è questa la malattia di cui soffri.
Colpisce tutti prima o poi e purtroppo devo confessarti che non ti abbandonerà mai più.
Potrai dimenticarla sul tavolo della cucina uscendo per una cena con amici, durante le corse in moto o nelle risate più vere, ma non ci sarà occasione in cui non si farà trovare a casa ad aspettarti al tuo ritorno.
Ci saranno giorni in cui ne sopporterai i sintomi, in altri ti contorcerai stringendo un cuscino, lottando con la paura, la preoccupazione, le domande. Tutto apparirà grigio come mai non mai. Poi passa.

La vita è questa, piccola mia. Un faro al porto. Un’altalena. E la luce e il buio e su e giù.

Ma ora che ci siamo conosciuti e non puoi accettare che ciò ti uccida. Non preoccuparti.
Fai di questa malattia un tesoro, sii consapevole.
I giorni sono troppo pochi per lasciarsi perdere nel buio, per star fermi.
Il mondo in cui vivi non è dei migliori, ma non lasciare che ti schiacci. Non smettere di ballare per strada perché gli altri non lo fanno e mangia quel bombolone alla crema. Non guardare il telegiornale se non vuoi, i cartoni animati sono molto meglio. I giorni non saranno mai abbastanza quindi perché sprecarli?
Con questo non ti sto dicendo di non fermarti mai, ma solo di cazzeggiare con gusto.
Piantala di  voler programmare ogni cosa, non puoi.
Ogni tanto siediti e guarda quel che il futuro può regalarti, il resto va’ a prendertelo.

Arriverà il giorno in cui ti perderai per il cosmo e quello in cui ti smarrirai dentro di te. Non preoccuparti. A un tratto quella che sei stata fino a quel momento ti sembrerà di non averla mai conosciuta e il nome che porti sarà tuo solo perché anche la patente che hai in tasca appartiene a te. Il cielo sarà sempre cupo anche nei giorni più limpidi di luglio, ma tu non preoccuparti. L’universo è così dannatamente profondo a volte, così grande, da farti rimanere senza fiato. “E adesso dove vado? Che faccio?”, non preoccuparti.
Stai solo crescendo.
Non è mai tardi per ricominciare da capo e sappi che ogni sbaglio è un pezzo di casa tua.

Sii consapevole di quello che hai e che puoi fare. Cercati ovunque, trovati. Non smettere di cercarti.
Fai in modo di trovarti esattamente nel luogo in cui vorresti essere, quando ci vorresti essere e con chi. Ricordati sempre, però, che nessuno è come te.
Se vai al buio nel bosco, fatti accompagnare solo da chi ha la tua fiducia. Nel tuo inconscio potrebbero esserci percorsi che è meglio fare per mano con qualcuno.
Ringrazia sempre le tue paure, ti danno modo di salvare il sistema prima che esploda. Accoglile e chiedi se vogliono fermarsi per due chiacchiere, magari davanti a una tazza di tè. Ascoltale e poi riempi loro la bocca col tuo essere, così da non farle parlare più. Non ti appartengono.

Non esistono “gli anni più belli”, piccola mia. Diglielo, alla gente, che non esistono.
Gli anni più belli sono quelli felici, decidi tu quali. Tutti, è il mio consiglio.
Trovati, trova casa tua. Solo nella Te più vera sarai felice.
Chiuderai la porta a chiave e uscirai solo quando vorrai. Il mondo potrà solo arricchirti, non cambiarti.

Non schiacciarti.

Sii consapevole, ma con leggerezza.

Io sarò qui per ricordare che niente dura all’infinito, ed è questo che rende il viaggio interessante.
Se ci pensi, tutto quel che ha una fine, è prezioso. Guarda la vita.
Trovati.
Impiega  gli anni che servono, senza oziare troppo però!

Spero potrai dimenticare le brutte parole e far tesoro di quel sono, ora che sai che ci sono.

 

Firmato
Tuo
(ma non per sempre)

Il Tempo.

 

P.S. L’hai mangiato il bombolone?

 
A Ottobre i nuovi corsi.

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Serena-Menghi

Serena Menghi

Redattrice
Mi chiamo Serena e di me so questo e poco altro. Quando sento il bisogno di uscire di scena, scrivo. Ho 22 anni, quasi 23. Capelli biondi e un neo sulla mano destra.
Per il Grafema Magazine scrivo racconti.
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