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Di cosa parliamo se non parliamo d’amore

Non è un assoluto. Si può sentire, parlare, di tutto.

Pensavo piuttosto agli incontri con persone che sono state importanti per noi e smettono di far parte della nostra vita.

Ciclicamente, chi più e chi meno a seconda della volontà e delle circostanze che ci allontanano e ci riavvicinano ai luoghi (spazi ed emozioni) delle nostre origini, tutti sperimentiamo questi incontri: dal panettiere, al parco, su un treno, a un concerto a 300 chilometri da casa, al bar, in aeroporto o altrove: insomma, non solo nei nostri pensieri o sogni. Capita che incontriamo una persona che ha condiviso con noi una preziosa amicizia o un amore e possiamo parlarle, toccarla, non solo pensare a come sarebbe se. La durata di tali incontri è generalmente molto breve. Ci si saluta, “come va, come stai, cosa stai facendo”, ci si studia e nei giorni successivi ci scivolano dalla pelle le piccole scaglie di emozioni rapprese temporaneamente riaffiorate; nel giro di qualche decina di ore si esaurisce l’emivita di tali occasioni. Assomiglia a ritrovare pezzetti di sé prestati ad altri, sapendo che noi stessi siamo specchi sui quali i nostri ex-amici/ex-amanti vanno a sbattere, consapevoli che ex fino in fondo non lo si è mai.

Io devo confessare un approccio molto poco buddhista verso il passato. Ascolto continuamente voci che mi consigliano di abbandonarlo, che giurano che il presente sia l’unico attimo che conta, quello fuggente, l’hic et nunc, eccetera.

A me piace prendermi cura del passato e farlo felicemente.

Mi importa e non voglio dimenticare, a costo di rivoltarlo e ricomprenderlo nel suo lato positivo. Tutto passa attraverso il vaglio del tempo, che noi pensiamo ci scorra addosso, e nella misura in cui compiamo nuove esperienze ci permette di trasformarci poco a poco.

Accogliamo il presente, ma quando ci capita di ritrovare il passato, di cosa parliamo se non parliamo d’amore?

“A quel punto l’ho baciata. Le ho rovesciato la testa sul divano e l’ho baciata e sento ancora la sua lingua che non vede l’ora di infilarmisi in bocca. Capisci cosa voglio dire? Uno può vivere tutta la vita osservando le regole e poi a un certo punto non conta più un accidente” [R. Carver – Di cosa parliamo quando parliamo d’amore]

 
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Luca Severi

Sagittario, nato nel 1984. Laureato in Filosofia, nutro una grande passione per la scrittura, il running e l’arte del cazzeggio. Adoratore della senape.
Per il Grafema Magazine scrivo articoli di cultura e recensioni musicali.
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