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Di corsi e di scrittura creativa

Editoriale: Grafemi e Nuvole

Ok, vuoi scrivere.

Leggi tanto, dedichi alla scrittura un po’ di tempo ogni giorno, cascasse il mondo. Ancora più tempo va allo studio e alla preparazione. Certo.

Osservi la vita che ti scorre intorno, accetti di essere letto e anche criticato, affronti i no delle case editrici a petto nudo e senza benda sugli occhi, come parte del gioco e come stimolo a migliorare. È chiaro.

Ti alleni a quel sorriso divertito e rassicurante per genitori e parenti che vorrebbero tanto vederti sistemato in un posto sicuro, magari in comune. Ci mancherebbe.

E così via.

Noterai che in questa lista di cose da fare non ho inserito “fare un corso di scrittura”, pur essendo l’editoriale di oggi proprio l’introduzione ai corsi che verranno presentati oggi (alle 18,30 in Via Vigne 83 a Cesena) e domani (sempre alle 18,30 in Via Gino Giacomini 41, San Marino Città), e che si avvieranno a pieno regime dalla prossima settimana.

In effetti no, per quanto dalla regia mi stiano facendo gesti minacciosi non posso proprio dire che partecipare a un corso sia necessario.

Però è utile, molto. Con gli opportuni accorgimenti.

È utile per concentrare in pochi mesi una fase, quella del miglioramento attraverso prove, errori, cadute e ricadute, che di norma costa qualche anno sulla terra e qualche eone in purgatorio causa imprecazioni.

È utile per “sciacquar li panni”, come ebbe a dire quel gigione del mio concittadino Manzoni. La scrittura ha un sacco di regole formali (e anche l’italiano, se è per questo): prima di cominciare a giocarci, è bene conoscerle in modo approfondito.

È utile per capire come conciliare al meglio due concetti apparentemente molto distanti, croce e delizia di ogni scrittore: scrivere quello che senti profondamente “tuo”, importante, e scrivere per gli altri, per essere letti.

È utile per relazionarsi con altre persone con la tua stessa passione. La professione dello scrittore è una di quelle, quasi per definizione, solitarie: raramente come in questo caso è utile essere soli insieme.

In conclusione, un corso di scrittura non è una necessità. Un corso di scrittura, e relativo insegnante, sono strumenti. Assorbi tutto quel che ti serve, fai domande, metti in dubbio, chiedi attenzione sul tuo particolare modo di comunicare la fantasia, non dimenticare mai che la strada della creatività è solo e soltanto tua. I corsi e gli insegnanti servono unicamente a rinforzarla e a renderla più stabile e sicura per te e i tuoi passeggeri. Pardon, per i tuoi lettori.

Il patto tra insegnante e allievi qui deve essere chiaro: l’insegnante lascia i suoi gusti fuori dall’aula, non serve a nessuno creare tanti scrittori clone, e si impegna a seguire ogni allievo sul proprio personale percorso creativo, correggendo dove necessario. L’allievo si impegna, semplicemente, a osare.

Io ti aspetto. Tu però, nel frattempo, scrivi.

 
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Giorgio-Arcari

Giorgio Arcari

Direttore editoriale
Classe 1980. Milanese di nascita e di fretta e romagnolo di tappa o forse di arrivo. Da bambino ho deciso che avrei fatto lo scrittore, da grande.
Curo l'editoriale Grafemi e Nuvole e la rubrica Pillole di scrittura.
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