Il colore nascosto delle cose

regia di Silvio Soldini
sceneggiatura di Davide Lantieri e Doriana Leondeff

Claustrofobico.
Forse perché la sala del cinema non era molto grande, o perché l’estate è stata piena di film all’aperto (o perché non sono abituata a portare gli occhiali da vista e con quel rettangolo attorno agli occhi mi sembrava di essere all’interno di una scatola), ma Il colore nascosto delle cose è stato un po’ questo: claustrofobico.
A ripensarci, però, il motivo è abbastanza semplice. L’interpretazione di Valeria Golino è stata estremamente credibile.

Il colore nascosto delle cose, film presentato fuori concorso all’appena conclusa Mostra del cinema di Venezia e distribuito nelle sale italiane dallo scorso 8 settembre, è il dodicesimo film di Silvio Soldini.
È la storia di Emma e Teo, due circa quarantenni che si incontrano, si conoscono, si piacciono e si innamorano.
Semplice, facile e pulito.
Emma è un’osteopata e Teo un pubblicitario di successo. Oltre a  questo, Emma è cieca e Teo, oltre ad essere fidanzato, ha qualche problema interiore da risolvere.
A parte la cecità di Emma, anche qui non c’è nulla di nuovo o difficile. Il film infatti non si concentra molto sulla storia d’amore, ma più sui personaggi e su come questi gestiscono la loro vita e il loro incontro. Li guardiamo con la stessa lente d’ingrandimento che usa il regista.
È un film privo di ghirigori, non ha né fiocchetti, né picchi di originalità o brividi elettrizanti. Nonostante questo rimane comunque piacevole.
Si potrebbe definire essenziale.

Soldini, Emma e Teo non esagerano mai, né in bene né in male, ma vanno benissimo così. Un film dai toni controllati, coerenti e credibili.
Il livello è alzato dall’interpretazione degli attori. Valeria Golino mette in letargo gli occhi, li dimentica, cosa estremamente difficile per un attore, e racconta la quotidianità reale di una persona cieca. Adriano Giannini è bravo nell’interpretare un personaggio bello che si occupa di immagine e colpisce gli altri con la sua, ma lo è soprattutto nel creare degli atteggiamenti impacciati e naturali nei confronti di una situazione poco conosciuta.
Bravissima e incazzatissima Laura Adriani e tanto simpatica quanto amica Arianna Scommegna.

E se è vero che, come scrive Antoine de Saint-Exupéry, «non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi» allora è vero anche che è Emma a vedere benissimo e Teo, alla fine, ad aprirli.

Cosa mi è piaciuto

Reazioni e comportamenti che rispecchiano la realtà. Emma e Valeria Golino.

Cosa non mi è piaciuto

Le aspettative create.

La nostra opinione...

Voto-Grafema-2-5

Un film carino per la tv, che non soddisfa le aspettative, ma salvato dagli attori.

A chi lo consiglio: a chi ha un debole per la Golino.
A chi vuole qualcosa di carino ma non impegnativo.
Non lo consiglio a chi piace essere sorpreso.

Abbinamento suggerito: un caffè durante l’intervallo.

Gloria Perosin

Redattrice
26 anni, nomade e stabile a fasi alterne. Veneziana di nascita e crescita, riminese adottata. Mi piacciono: i cambiamenti, i traslochi, i gatti, le ortensie blu, le arti visive, il caffè americano, le mie piante.
La mia rubrica è Vite d'Altroquando.
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