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Circe acqua livida. Circe respira.

Rubrica: Vite d'altroquando
da "la viaggiatrice" di karla suárez

Una volta aveva i capelli lunghi e castani, adesso li porta corti, tagliati a zero.
Non è mai stata grassa, magra o formosa, ma solo sinuosa, leggera e sottile.
Con i capelli rasati è la f del corsivo minuscolo.

Circe è cubana cittadina del mondo e viaggia con Ulises, il suo piccolo figlio-uomo, e Sai, il bonsai-fratello del piccolo Uly.
Circe errante è in cerca del suo posto e da sempre viaggia, ma da quattro anni lo fa con la sua ciurma. Quando incontra una nuova città è solita respirarla e riempirsi di lei con pochi e semplici gesti: molla a terra quello che ha e spalanca le braccia come fossero grandi ali. Poi respira.
È convinta che sia l'aria la depositaria di tutti i segreti.

«È dai primi 10 minuti che si capisce se sei di passaggio o se sei arrivata a casa!»

Dall'Avana si è trasferita in Brasile dove per un periodo ha venduto prodotti di bellezza. Grazie alle sue mani di fata riusciva a utilizzarli manomettendo il sigillo di garanzia senza rovinarlo. In ogni caso non amava l'artificio e non si truccava. Non lo fa nemmeno ora.
Crede che il sole dell'alba sia sempre un buon inizio per tutti, per questo lo augura spesso. Guarda le persone dormire indovinando i loro sogni e dà i colori ai giorni.

«Giorno grigio chiaro. Giorno rosso. Giorno azzurro.
Giorno rosso e poi azzurro.»

Circe ha uno strano rapporto con il tempo. Quando era a Cuba portava l'orologio ma nel momento in cui cominciò ad attraversare oceani e fusi orari decise di non muovere le lancette. Era convinta che spostandole qualcosa sarebbe andato storto. Così in ogni paese adottava un diverso orologio e un diverso tempo. Quando Uly compì quattro anni gli consegnò tutti gli orologi – tanti – nominandolo custode delle ore.

«Il tempo è in grado di confonderei ricordi. Meglio non toccarlo!»

Circe sogna scorpioni e gira con la sua vita incisa in sei videocassette. Quando era piccola, la mamma aveva deciso di riprendere il suo sviluppo. Era riuscita a farle molti filmini nei primi anni, poi la macchina si era rotta. I filmini erano stati conservati e quelle sei videocassette testimoniavano l'incontro tra lei e la sua vita.

Nel suo vagabondare aveva amato una sola volta prima di conoscere Ulises, si chiamava Carlos e con lui Circe faceva la guerra fiorita.

«Una guerra con tanto di acqua per far spuntare i fiori e tanto di saliva e di lingua che sale e che scende costringendomi a stringere le labbra sul vuoto. Un gocciolare e uno scorrere che uno potrebbe pensare di essere fatto solo di quello: di parti di corpo indipendenti che colano, si agitano, si muovono, scalciano, vibrano. E infine leggere fioriscono.»

Hanno fatto la guerra Carlos e Circe e il giorno è spuntato su un sabato sereno e fiorito. Ulises era il fiore più bello.

Gloria-Perosin

Gloria Perosin

Redattrice
26 anni, nomade e stabile a fasi alterne. Veneziana di nascita e crescita, riminese adottata. Mi piacciono: i cambiamenti, i traslochi, i gatti, le ortensie blu, le arti visive, il caffè americano, le mie piante.
La mia rubrica è Vite d'Altroquando.
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