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Categoria: Artemide – Con la cultura non si mangia?

Rubrica di Artemide

Rabarama, l’arte sulla pelle

Rubrica: Con la Cultura non si mangia?

Un nome che sembra uno scioglilingua uscito da un libro di fiabe, per portarci lontano e raccontarci qualcosa di indimenticabile. Sarà per questo che il Cirque du Soleil l'ha scelta per una collaborazione artistica affinché la sua dote visionaria incorniciasse lo spettacolo circense più noto nel mondo.

Un talento tutto italiano, padovano per la precisione, ma esportato nel mondo. Le sue opere da subito mi hanno colpita profondamente, icone di uno stile unico, di quello che dà riconoscibilità immediata, ossia di un artista con la "A" maiuscola.

Non tutta la critica ha apprezzato questa unicità, spesso si è divisa nel giudizio, tra amanti e non. Tuttavia chi si fosse imbattuto (o si imbatterà dopo questo articolo) nelle sue sculture, potrà dare la sua visione.

Una celebrazione del corpo che diventa emblema con numeri, segni, geometrie della complessità della nostra umanità fatta di sfaccettature, intense complessità, miracolose diversità. Un corpo unico adagiato e intrecciato. Due corpi vicini. Segnati, disegnati, scolpiti. Nella materia curve sinuose rappresentano ciò che l'essere umano ha di straordinario, un'essenza con molteplici sfumature.

Nella sua trama Rabarama, al secolo Paola Epifani, raffigura il senso del nostro essere.

Il marmo tutto italiano del Monte Altissimo, lo stesso che ha visto il tocco delle mani di Michelangelo, prende le fogge di un uomo nel senso più complesso e misterioso. Così ci appare: una scultura parlante, che sviscera il suo segreto davanti agli occhi dello spettatore.

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Artemide

Redattrice
Artemide, qualcuno come dice Dante “io etterno duro”, ma quello era l’Inferno e qui è un’altra cosa. Sono una giornalista specializzata in finanza. Ma non quella noiosa tutta numeri...
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Lang Lang sulle ali della fantasia

Rubrica: Con la Cultura non si mangia?

Il suo nome sembra uscito dalla lallazione di un bambino che approccia le prime sillabe ripetendole e cominciando a dare un senso ai suoni. Proprio così è iniziata la sua scoperta del pianeta musica. Lui, Lang Lang, le prime parole le stava pronunciando quando a due anni, complice un cartone animato di Tom e Jerry, ha scoperto la passione per il pianoforte. L'ascesa (e stiamo parlando di un ragazzo nato nell'82, l'anno magico dei mondiali) è costata e cara. Dapprima la separazione dalla madre rimasta nel paese natio per permettere a lui e al padre di trasferirsi in città per studiare al conservatorio. Poi l'incrocio drammatico con la maestra soprannominata "Rabbia" che come una composizione distonica, come lo "Scherzo Musicale" di Mozart, lo ha scoraggiato dal continuare. Poi la passione si è riaccesa perché si sa, “i grandi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano".

Oggi il suo successo è mondiale e mi fa sorridere pensare che la polemica sia nata intorno alle espressioni che si dipingono sul suo viso quando si esibisce. Ma qualcuno lo dica che la musica si può ascoltare a occhi chiusi, che bisogna astrarsi dalle dita che suonano uno spartito e lasciare volare l'anima. Ho avuto il piacere di sentirlo suonare all'inaugurazione di Expo 2015 in piazza Duomo e tra Nessun Dorma cantato da Bocelli e le note uscite con vigore dal suo pianoforte, non sono riuscita a trattenere le lacrime.

Come un artista che definirei con la "A " maiuscola, Lang Lang cerca di insegnare nei luoghi dove si trova a piccoli pianisti e ha costituito una fondazione, perché la Rabbia non abbia mai il sopravvento sulla Passione e sul Talento.

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Non un nome puntato ma un nome di punta: J. K. Rowling

Rubrica: Con la Cultura non si mangia?

600 milioni di sterline. Tanto è stimato il patrimonio di J.K. Rowling, al secolo la “mamma di Harry Potter”, nel 2016. Vi avevo promesso pochi numeri ma questo vale una riflessione.

Secondo la BBC ogni parola che ha scritto vale circa 576 Euro, pensiamo a moltiplicarle per tutti i volumi di Harry Potter per un totale di milioni di copie cadauno.

Non ci impressiona tanto il “fenomeno” quanto la “fenomenologia” dell’autrice. Impressiona che nel 1997 e non nel 1800 la Rowling abbia dovuto (si dice) pubblicare con una casa editrice minore e con le iniziali puntate perché una donna non avrebbe potuto avere successo come autrice di libro per bambini. Ma da “mamma” come avrebbe potuto sbagliare? Chi meglio di una mamma può immaginare mondi magici e affascinanti per far sorridere i suoi bambini? Chi meglio di una mamma sa volare sulle ali della fantasia per distogliere il bimbo dal pianto o dalla noia?

Impressiona che un’esordiente abbia letteralmente creato una dipendenza nel suo pubblico. Infine impressiona che abbia devoluto ad associazioni filantropiche a sostegno dell’infanzia 160 milioni di dollari.

Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere (Albus Silente). Così, accanto al successo letterario che non farà certo mancare ispirazione e tranquillità economica alla signora e alla sua famiglia, ci piace pensare che sì, le favole alle volte si avverino. Ecco perché la bacchetta magica di Harry Potter con la lettura e la filantropia continua a far bene alla vita.

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Christo si è fermato a Sulzano

Rubrica: Con la cultura non si mangia?

E anche per noi, camminare sulle acque è diventato possibile

Vladimirov Yavachev Christo, al secolo Christo, insieme alla moglie Jeanne Claude Denat de Guillebon. Nati lo stesso giorno, sembravano già destinati a stare insieme. E come tale fu scelto il nome per questa coppia d’arte, per il loro progetto artistico basato sull’effimeratezza di opere quanto più monumentali tanto più gracili a durare nel tempo. Installazioni di grandi dimensioni e spessore evocativo destinate ad avere vita breve, quasi di farfalla. L’ultima, la più discussa e famosa è stata “The Floating Piers” realizzata nel 2016 in forma di passerella di 3,5 km sul Lago d’Iseo. Un’arte viva, “da partecipare” subito, quasi a ripetere nella sua brevità la velocità fulminante con cui l’ispirazione arriva al pittore, al poeta, allo scultore. Un’opera costata, si dice, diciotto milioni di euro e che, si dice, ne abbia fruttati sessanta. Sembrerà meno poetico del resto del testo di questo articolo, ma dato che è il primo è bene che presenti gli intenti della rubrica che pur con leggerezza un po’ i conti in tasca agli artisti li fa.

Prendetela come incoraggiamento amici scultori, letterati, poeti e pittori dell’era post-moderna e futura, ma Artemide va a caccia per voi dei personaggi che con l’arte ci hanno campato e non di stenti! Basta poeti maledetti, scapigliati, i tempi son cambiati e dunque, visto che noi amiamo il bello stile ma siamo onesti e oltre alla fama non gradiamo la “fame”, incoraggiamoci con chi ce l’ha fatta. L’auspicio è fare caccia grossa e domani leggere in questa rubrica anche di molti di voi che, con perseveranza e sacrificio, hanno portato l’arte alla vittoria. Anche finanziariamente!

Buon viaggio e divertiamoci insieme.

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