Another brick in the Great Wall

Per la rubrica fantasma “Fatti insignificanti”, stamattina mi è successa una cosa: ho fatto la doccia. Generalmente mi disturba la mattina, quindi sarebbe già strana così, ma poi, mentre mi asciugavo i capelli, ho udito provenire dal fon di marca IDWT non il getto d’aria tiepida bensì, inconfondibile, la musichetta iniziale del Trono di Spade. Con la sua epicità simpatica, direttamente dal mio asciugacapelli. Siamo in piena estate, ma a quanto pare

Winter is Coming [AGAIN]

La vigilia è di quelle che fanno ribollire il pentolone dei social.

La difficoltà di un articoletto sulla settima di GoT sta nel decidere: di che trattare?

Ci sono talmente tanti temi e tutti così profumati che le dita scivolano sui tasti troppo

l   e   n   t    a      m   e   n     t     e

per seguire il pensiero.

C’è che da un po’ di tempo se ne parla parecchio. Non so dire se sia per curiosità, se davvero il fiato sia sospeso, se – come nel mio caso suppongo – si tratti di semplice benevolenza, ma siamo di fronte a qualcosa che negli Stati Uniti viene etichettata tranquillamente come “big”.

I motivi per aderire alla visione sono stati e continuano a essere molteplici. Chi aveva già letto Martin si è lanciato sul Trono di spade per rivivere la trama dei libri, furbescamente scritti dal vecchio, furbescamente rappresentati sul piccolo schermo. GoT ha tutto del fantasy e molto delle soap/dramas: potere, dinastie, lotte di classe, di razza, di religione. Ma anche bonazze, misticismo, deflorazioni, incesto, superstizione, magia, deformazione, bonazzi, draghi, un sacco di sangue, psicosi. Vi ritroviamo, spinte al parossismo, anche le nostre manie.

Ammetto che la figaggine delle doctae puellae ivi contenute sia stata elemento trainante, stagione dopo stagione, per iniziare entusiasticamente la successiva. L’ho sempre fatto con un po’ di ritardo, per chiedere alle avanguardie se Daenerys mostrasse le zinne nella nuova stagione. No, ma c’è un’altra smandrappa che levati. Devo dire che sono rimasto molto affezionato a quella della prima stagione.

Veniamo ora ai temi caldi e ai conti in sospeso che le sei precedenti stagioni ci hanno lasciato e che promettono di risolversi o di aumentare la pila di cadaveri. Ho chiesto aiuto per questo a Giorgio Minotti, che oltre ad avere un’ottima memoria è un belloccio stile Jon Snow e mi ha aiutato a mettere a fuoco.

«Avrei preferito essere paragonato a Khal Dhrogo…»

La fine della quinta stagione ci aveva lasciati sgomenti con l’ennesima uccisione di uno dei personaggi più importanti (appunto il caro Giovanni Neve), a ulteriore prova del sadismo di Martin verso la famiglia Stark e soprattutto verso lo spettatore/lettore.

Resuscitato da Melisandre all’inizio della sesta stagione, Jon decide di lasciare i guardiani della barriera.

Sansa Stark riesce finalmente a fuggire dal castello di Grande Inverno, grazie a Theon Greyjoy, il quale sembra per un attimo aver recuperato i gioielli di famiglia; i due verranno presi in custodia dalla massiccia Brienne e dal suo simpatico scudiero Podrick.  Da qui, Sansa verrà scortata da Jon Snow con il proposito di riconquistare Grande Inverno.

Nel frattempo Arya, che era fuggita nel vecchio continente (a Braavos), continua ad allenarsi per diventare un’assassina coi controcazzi.

Infine Bran, che aveva raggiunto la grotta del corvo con tre occhi, continua a drogarsi pesantemente avendo allucinazioni temporali, grazie alla guida spirituale di Max Von Sydow, mica Maccio Capatonda: in pratica assiste a episodi della storia dei suoi parenti e capisce tante cosette, ad esempio che in realtà Jon Snow non è suo fratellasto bensì suo cugino, figlio di Rhaegar Targaryen e della sorella del padre. Quindi un altro Targaryen, per giunta cugino di Daenerys! Conosciamo la storica predisposizione dei Targaryen all’incesto, quindi tutto porta a pensare che prima o poi finiranno per trombare.

Nel frattempo la situazione ad Approdo del Re si fa veramente pesante. Il credo comandato dall’Alto Passero, dopo aver catturato e umiliato pubblicamente la regina madre Cersei Lannister, diventa sempre più potente.

Nel vecchio continente, la bionda Daenerys era stata portata via dal dragone nero per poi essere lasciata in mezzo al deserto e trovata da una banda di Dothraki. Secondo la legge dei Dothraki, la vedova di un khal deve vivere il resto della sua vita con le altre vedove a Vaes Dothrak. La vita di un khal non è molto lunga a giudicare dal numero di vedove…

Daenerys non è contentissima di questa svolta per la sua carriera di conquistatrice. Decide cosi di fare un bel barbecue in pieno stile Targaryen. Sul finire di stagione deciderà di partire finalmente verso il nuovo mondo per riconquistare i domini dei suoi antenati.

La sesta stagione si conclude con alcuni eventi spettacolari che non trovano posto nei romanzi.

  1. Arya si ribella ai suoi stessi insegnanti e uccide sia la sua “sparring partner” sia il suo maestro dal nome impronunciabile, Jakenagarcomesefosseantani. Acquisisce l’abilità di modificare il proprio aspetto fisico come il suddetto e torna a completare la sua mega vendetta. Uccide il vecchio signore delle torri gemelle che aveva ammazzato il fratello alle nozze rosse, ma prima gli prepara un timballo con le carni di suo figlio… cotto e mangiato.
  2. Jon Snow insieme con i bruti cerca di riprendere Grande Inverno. Sta per subire una sonora sconfitta, quando i cavalieri di Nido delle Aquile, comandati da Ditocorto, distruggono i soldati di Ramsay Snow/Bolton. Jon andrà personalmente a picchiarlo per la somma goduria di tutti. Ramsay sarà dato in pasto ai suoi stessi cani da Sansa, che dimostra finalmente una forza d’animo degna dei sette regni.
  3. Cersei, che era odiata da tutti, dopo la sonora umiliazione subita dai bigotti del Credo ha acquisito una certa simpatia, in contrasto con l’ordine religioso dei Passeri, finti umili che in realtà desiderano il potere come ogni altro personaggio e famiglia. Per vendicarsi, fa predisporre Altofuoco sotto il tempio di Baelor, dove si sarebbero trovati tutti i maggiori esponenti dell’ordine per il suo processo e quello di Loras. Lei non si presenta e fa saltare tutto in aria. Morti tutti gli oppositori in un colpo solo, Cersei è incoronata Regina.

Tutto considerato, la settima stagione avrà probabilmente due temi principali: la riconquista da parte di Daenerys e l’avanzamento degli estranei oltre la barriera.

Prima o poi Daenerys e Jon scopriranno di essere cugini e finiranno per sposarsi o qualcosa di simile. Dopo aver sconfitto Cersei il nuovo nemico comune saranno gli estranei. Estranei=ghiaccio; Draghi=fuoco: lo scontro sarà tra questi elementi.

Forse vedremo Jon a cavallo di uno dei Draghi, essendo di sangue Targaryen. Uno verrà cavalcato da Daenerys. Ne resta uno. Tyrion, l’altro grande protagonista della serie, è rimasto molto defilato in questa sesta stagione, ma nella settima promette di tornare alla ribalta ».

Non ci resta che augurare a tutti una buona visione,

In Daenerys We Trust

 

Grazie a Giorgio Minotti per la collaborazione.

Ricordiamo che a Ottobre iniziano nuovamente i corsi di scrittura creativa del Grafema. Per informazioni scrivici, oppure visita la pagina dedicata.

Luca Severi

Sagittario, nato nel 1984. Laureato in Filosofia, nutro una grande passione per la scrittura, il running e l’arte del cazzeggio. Adoratore della senape.
Per il Grafema Magazine scrivo articoli di cultura e recensioni musicali.
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