5 cose che mi perderò del concerto dei Tool

Rubrica: Taca la musica!

Ormai è ufficiale: il 13 giugno non sarò al concerto dei Tool in occasione del Firenze Rock. Avrei tanto voluto vedere dal vivo quelle faccette insolenti da duri californiani. Invece…

1. mi perderò la possibilità di scoprire il segreto di una band che, pur andando contro tutte le regole del mainstream, ha prodotto grandi numeri.
2. non saprò come, nonostante la loro estrema riservatezza, siano riusciti a crearsi intorno un tale alone di misticismo e devozione. Sembra che durante i concerti, i Tool chiedano ai propri fan di non scattare fotografie.
3. mi perderò un concerto senza smartphone alzati al cielo, che oggi suona come pura utopia.

Chissà se anche in occasione del concerto, durante il quale hanno annunciato l’uscita del nuovo album, la foto-mania era stata gentilmente abolita?
Si vocifera che il 7 maggio a Birmingham Maynard James Keenan, il frontman del gruppo, abbia concesso un piccolo strappo alla regola chiedendo ai fan di condividere sui propri profili social lo schermo con la scritta “August 30th”, appunto l’uscita del prossimo lavoro.

In ogni caso quello che mi fa rodere di più è sapere che alcuni fan hanno già avuto la fortuna di ascoltare due brani presenti nel nuovo album, Descending e Invincible.

4. persa anche l’emozione di poter ascoltare due canzoni dal vivo prima ancora che su disco.

Ma cosa hanno di speciale questi ragazzotti di Los Angeles?
Sono unici. In un modo completamente personale hanno saputo rimescolare l’impetuosità dell’Heavy Metal, il lato oscuro del rock e quel senso di dilatamento del progressive rock anni ’70. Tutto questo ha avuto inizio nei primi anni ’90, nel momento più vivo del grunge.

Il loro percorso artistico parte da un EP datato 1992 Opiate, sei pezzi che ancora risentono delle influenze del grunge e del progressive, dalle atmosfere frenetiche. Con Undertow lo stile Tool inizia a prendere forma e la pomposità del metallo riflette le sue sfumature. La loro carriera impenna e l’album ottiene numerosi consensi tanto da aggiudicarsi il disco di platino. Prendono parte al Lollapalooza Festival e al tour dei Rage Against Machine.

Nel 1996 esce AEnima, i Tool hanno acquisito maggiore sicurezza e iniziano a sperimentare. Non è solo il suono a varcare altri territori, sono soprattutto i testi che affrontano tematiche spesso difficili e risultano talvolta criptici e velati di ironia.

Nel 2000 viene pubblicata Salival una raccolta di live, inediti e altri materiali che riguardano la band.

Lateralus, 2001. Il Progressive Rock torna nel nuovo millennio più coinvolgente che mai, grazie al suo giubbotto da metallaro. Gli strumenti sono sempre pungenti, cambiano velocemente i ritmi e sono avvolti dagli umori del metal. Senza alcun dubbio il loro capolavoro. Senza alcun dubbio Ticks and Leeches il loro pezzo rivelazione. Voce e strumenti sputano tutta la loro parte più oscura e perversa.

Nonostante passino ben cinque anni, il successivo album intitolato 10,000 Days e datato 2006, non riporta stravolgimenti di stile. 10,000 Days sembra essere il naturale proseguimento di Lateralus con forse una vena più drammatica.

Dimenticavo il punto numero 5: persa anche l’opportunità di vedere dal vivo Keenan, cantante di tre gruppi (Tool, A Perfect Circle e Puscifer), emblematica figura del rock, uomo spiazzante, artista.
Dopo aver letto la sua autobiografia L’armonia degli opposti, scritta con Sarah Jensen ed edita da Tsunami Edizioni, non puoi non volerlo vedere ma soprattutto conoscere. Consiglio anche questa lettura.

La nostra opinione...

voto-grafema-4
A chi lo consiglio: a chi vuole urlare per far uscire qualcosa che dentro fa troppo casino.
Abbinamento suggerito: birra.

Francesca Renzetti

Redattrice

Nella vita di tutti i giorni sono una mamma, mi occupo di copywriting e ho a che fare con spazi vuoti, parole e immagini, ma anche con la palestra e il supermercato.
La mia rubrica è Taca la Musica!
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